Congedo Parentale

Congedo parentale [Guida Completa]

La guida completa al congedo parentale: cos'è, come funziona e come richiederlo. A cura del nostro autore Paolo Ballanti, Consulente del Lavoro

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Congedo Parentale
La guida completa al congedo parentale: cos'è, come funziona e come richiederlo. A cura del nostro autore Paolo Ballanti, Consulente del Lavoro
Indice

Il congedo parentale è un periodo di astensione facoltativa dal lavoro che spetta ai genitori per prendersi cura del bambino nei primi 12 anni di vita e soddisfare i suoi bisogni affettivi e relazionali. In pratica, durante questo arco temporale, il lavoratore o la lavoratrice possono assentarsi senza rischiare di perdere il posto percependo tra l’altro un’indennità INPS pari al 30% della retribuzione.

Il periodo si definisce di astensione “facoltativa” e si differenzia pertanto da:

 

  • Maternità obbligatoria, prevista per i due mesi antecedenti ed i tre successivi al parto, in cui la madre è tenuta ad assentarsi dal lavoro percependo un’indennità INPS pari all’80%; 
  • Congedo parentale straordinario COVID-19, riconosciuto tra il 5 marzo e il 31 agosto ai genitori di figli di età non superiore a 12 anni, per un massimo di 30 giorni complessivi nel corso dei quali è riconosciuta un’indennità INPS pari al 50% della retribuzione.  

Congedo parentale in presenza di entrambi i genitori

Il periodo di assenza per congedo parentale non può superare un tetto variabile in base alla presenza o meno di entrambi i genitori. Distinguiamo le ipotesi.

Se entrambi i genitori sono presenti possono esserci le seguenti situazioni:

  • Fruizione del congedo da parte della sola madre, periodo massimo 6 mesi, da fruire una volta terminata l’astensione obbligatoria;
  • Fruizione del congedo unicamente dal padre, tetto massimo 6 mesi da godere a partire dalla nascita del figlio, tuttavia se lo stesso si assenta per almeno 3 mesi il limite si alza a 7 mesi;
  • Fermi restando i limiti individuali citati, i genitori non possono complessivamente assentarsi per un periodo superiore a 10 mesi elevabili a 11 nel caso in cui il tetto per il padre sia di 7 mesi. 

Prendiamo il caso della famiglia Rossi dove il padre Mario e la madre Tiziana si assentano in congedo parentale facoltativo. I mesi totali di maternità fruiti da Mario sono 5, di conseguenza Tiziana avrà a disposizione 6 mesi, fino a raggiungere il tetto complessivo di 11 mesi. 

Altra ipotesi è quella di Mario che si assenta per 7 mesi lasciando in questo modo a Tiziana altri 4 mesi di congedo. 

 

Congedo parentale in presenza di un solo genitore

In presenza invece di un genitore solo il limite massimo di assenza è fissato in 10 mesi. La situazione si verifica in caso di: 

 

  • Morte o grave infermità dell’altro genitore;
  • Abbandono del figlio;
  • Affidamento del figlio ad un solo genitore;
  • Mancato riconoscimento del figlio risultante da un provvedimento formale.

Congedo parentale con ingresso del secondo genitore

In caso di genitore solo con successivo ingresso dell’altro genitore il limite complessivo è 10 mesi, elevati a 11 se il padre si assenta per almeno 3 mesi. La situazione appena citata avviene ad esempio in caso di grave infermità temporanea del secondo genitore. 

Facciamo i seguenti esempi: 

  • Madre sola che ha fruito di 6 mesi, a seguito dell’ingresso del padre questi potrà fruire di non più di 5 mesi di congedo;
  • Padre che ha già fruito di 7 mesi, la madre in virtù del suo ingresso avrà a disposizione 4 mesi.


Congedo parentale a ore

La maternità facoltativa può essere fruita anche in modalità oraria in base a quanto previsto dai contratti collettivi (anche aziendali) o, in mancanza di questi, dalla legge. 

In assenza di disposizioni contrattuali, per legge, il godimento a ore è consentito nei limiti della metà dell’orario medio giornaliero applicato nel periodo mensile precedente quello in cui si fruisce del congedo. Per comprendere meglio quanto appena detto facciamo l’esempio di Mario assunto con contratto full-time 40 ore settimanali per cinque giorni. 

Mario si assenta ad agosto 2020 in virtù del congedo parentale a ore. Il contratto collettivo applicato a Mario nulla prevede in merito alla maternità oraria, di conseguenza si applica il limite previsto dalla legge (metà dell’orario giornaliero). 

A luglio 2020 l’orario giornaliero di Mario è sempre stato di 8 ore distribuite su cinque settimane, al lordo di eventuali assenze per ferie, malattia ecc. Di conseguenza ad agosto questi non potrà fruire di più di 4 ore giornaliere di congedo parentale.

 

Richiesta congedo parentale: come inoltrare domanda?

Per ottenere il congedo parentale il genitore è tenuto a:

  • Inviare domanda di congedo parentale telematica all’INPS indicando il periodo di assenza; 
  • Comunicare l’assenza al datore di lavoro, secondo le modalità e i tempi definiti dal contratto collettivo applicato e, comunque, con un preavviso di almeno 5 giorni.  

Il genitore che fruisce del congedo parentale in via frazionata e non continuativa, dovrà, per ogni singolo periodo di assenza, inoltrare domanda all’INPS e inoltrare comunicazione al datore di lavoro. 

La pratica all’INPS può essere fatta: 

  • In autonomia, accedendo al portale dell’Istituto se in possesso delle credenziali PIN, SPID, CIE o CNS;
  • Chiamando il Contact center INPS (803 164 da telefono fisso e 06 164 164 da cellulare)
  • Avvalendosi di patronati e intermediari abilitati. 

In caso di grave infermità, il genitore solo che intende fruire del congedo è tenuto a fornire idonea certificazione medica attestante la condizione dell’altro genitore. 

Per le domande di congedo a ore è necessario: 

  • Comunicare l’assenza all’azienda con un preavviso minimo di 2 giorni;
  • Inoltrare domanda all’INPS prima dell’inizio del congedo stesso.

Con riferimento al punto appena citato, l’istanza all’INPS può essere trasmessa anche il giorno stesso di inizio dell’assenza. Di seguito sono indicate i passi da compiere su come effettuare la domanda di congedo parentale.

 

Tata - Congedo Parentale INPS 2020

1. Collegarsi al sito INPS, alla sezione Indennità per congedo parentale per lavoratrici e lavoratori dipendenti

Tata - INPS Congedo Parentale

2. Selezionare la voce Maternità e congedo parentale lavoratori

Tata - Congedi Parentali

3. Accedere con le proprie credenziali scegliendo una delle modalità previste

Tata - richiesta congedo parentale

4. Effettuare la richiesta di congedo parentale seguendo le istruzioni riportate nella schermata

 

Congedo parentale con bambini da 0 a 6 anni

Entro determinati limiti di età del bambino e di reddito dei genitori, le ore di assenza per congedo parentale sono coperte dall’INPS con un apposito trattamento economico, che va a colmare la mancanza di retribuzione a carico dell’azienda trattandosi di periodi in cui il dipendente non lavora. 

Fino al sesto anno di età del bambino (compreso il giorno del compimento del sesto compleanno) spetta l’indennità INPS per un periodo di 6 mesi, da calcolarsi con riferimento a entrambi i genitori. Non è richiesta alcuna ulteriore condizione. 

Congedo parentale con bambini da 6 a 8 anni

Nel periodo tra i 6 e gli 8 anni di vita del bambino i genitori hanno diritto all’indennità INPS fino a raggiungere un massimo di 10 o 11 mesi complessivi (comunque nel rispetto dei limiti individuali sopra citati), tenuto conto naturalmente dei 6 mesi già fruiti. 

Per ottenere l’indennità nella fascia 6 – 8 anni (anche se si tratta dei primi 6 mesi di congedo) è necessario tuttavia rispettare una particolare condizione. 

Il reddito individuale annuo dell’interessato non dev’essere superiore a 2,5 volte l’importo della pensione minima a carico dell’Assicurazione generale obbligatoria dell’INPS, pari per il 2020 (il valore muta ogni anno) a 515,07 euro mensili per tredici mensilità per un totale di 6.695,91 euro. Il valore dev’essere poi moltiplicato per 2,5 dando come risultato 16.739,78. 

Di conseguenza il lavoratore / lavoratrice che fruiscono nel 2020 del congedo parentale per i figli di età compresa tra i 6 e gli 8 anni hanno diritto all’indennità INPS se il reddito individuale annuo presunto del 2020 ammonta a non più di 16.739,78 euro.

Il reddito da considerare è quello considerato ai fini fiscali, con esclusione: 

  • Del reddito della casa d’abitazione;
  • Trattamento di fine rapporto;
  • Redditi derivanti da competenze arretrate soggetti a tassazione separata;
  • Redditi già tassati alla fonte (ad esempio gli interessi sulle obbligazioni);
  • Redditi esenti. 

Eventuali periodi di congedo parentale non fruiti nei primi 6 anni di vita del bambino possono essere goduti nella fascia d’età successiva, ma sempre sottostando ai limiti di reddito citati. 

L’interessato in sede di presentazione della domanda all’INPS dichiara, sotto la propria responsabilità, che i redditi presunti dell’anno in corso (ad esempio il 2020) saranno inferiori alla soglia di 16.739,78 euro. Nel caso in cui i redditi effettivi del 2020 siano superiori al limite, le somme erogate dall’INPS saranno oggetto di recupero in busta paga ad opera del datore di lavoro e da questi restituite all’Istituto di previdenza.


Adozioni: come funziona il congedo parentale?

In caso di adozione o affidamento i genitori hanno diritto al congedo parentale nei primi 12 anni dall’ingresso del minore nel nucleo familiare e, comunque, non oltre il raggiungimento della maggiore età. 

In presenza di due o più minori si applica quanto detto per i parti gemellari o plurigemellari, a condizione che i soggetti abbiano fatto ingresso nel nucleo familiare nella medesima data. 

Il periodo indennizzato dall’INPS è pari a 6 mesi da fruire entro i 6 anni dall’ingresso del figlio in famiglia. Ulteriori giorni di congedo sono economicamente coperti se i genitori rispettano i limiti di reddito già citati.


Calcolo del congedo parentale

L’indennità INPS riconosciuta per i periodi di congedo parentale è pari al 30% della cosiddetta “retribuzione media giornaliera” calcolata prendendo a riferimento il periodo mensile o quadrisettimanale concluso e precedente quello in cui il dipendente si assenta. Cerchiamo di comprendere meglio con un esempio. 

Mario si assenta in congedo parentale nel mese di settembre 2020, di conseguenza per il calcolo della retribuzione media giornaliera dovremo assumere la retribuzione di agosto 2020. Il valore base da considerare è il “reddito imponibile ai fini INPS”, identificato nel cedolino con denominazioni diverse ad esempio “imponibile INPS” o “imponibile previdenziale”. Ipotizziamo che questo sia pari ad euro 1.850,00. 

A questo si dovrà dividere il valore citato per un coefficiente fisso pari a 26 per gli operai e 30 per gli impiegati. In questo modo si otterrà la retribuzione media giornaliera (RMG): 

1.850,00 / 26 (ipotizziamo che Mario sia operaio) = 71,15385. 

Del valore appena determinato dovremo assumere il 30% equivalente a 21,34616. 

L’ultimo passaggio è moltiplicare 21,34616 per i giorni di assenza in congedo parentale. In particolare sono coperte tutte le giornate ad eccezione di: 

  • Domeniche e festivi per gli operai;
  • Festività cadenti di domenica per gli impiegati. 

Ipotizziamo che Mario si sia assentato dall’1 al 20 settembre. Saranno quindi 17 i giorni coperti da indennità (abbiamo escluso le domeniche). 

Il trattamento INPS sarà pertanto pari a: 

21,34616 * 17 = 362,88 euro. 

Dal valore appena ottenuto dovranno essere prelevati gli importi a titolo di tassazione IRPEF che nel nostro esempio ipotizziamo pari al 23% equivalenti a 83,46 euro. 

Di conseguenza l’indennità netta erogata a Mario sarà pari a 362,88 – 83,46 = 279,42 euro.

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