Tata https://getmytata.com Wed, 30 Nov 2022 10:48:36 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.1.1 https://getmytata.com/wp-content/uploads/2019/03/cropped-favicon_t-32x32.png Tata https://getmytata.com 32 32 Bruno Tognolini risponde ai “perché” dei bambini https://getmytata.com/bruno-tognolini-risponde-ai-perche-dei-bambini/ https://getmytata.com/bruno-tognolini-risponde-ai-perche-dei-bambini/#respond Wed, 30 Nov 2022 10:48:33 +0000 https://getmytata.com/?p=19611 Tata
Bruno Tognolini risponde ai “perché” dei bambini

In Versi di bestie Bruno Tognolini ci riporta non solo ai mille perché dei bambini, ma anche, e soprattutto, ai perché degli adulti

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Bruno Tognolini risponde ai “perché” dei bambini

Indice

Perché il lemure ha gli occhi rotondi? E perché la zebra è a strisce? E perché il bradipo va lentissimo? E cosa succede a chi resta indietro? Questi sono solo alcuni dei mille ”perché” dei bambini quando iniziano a scoprire il mondo, mentre cercano di dare un nome a tutte le parti e i legami che si presentano ai loro occhi.
E di legami, e di tanti grandi ”perché”, parla anche Bruno Tognolini, scrittore, poeta e maestro di rime e filastrocche (Mal di pancia calabroneRime ramingheRima rimaniCantoparlante) nel suo libro Versi di bestie uscito per Topipittori e impreziosito dalle illustrazioni di Viola Niccolai.

Le filastrocche di Bruno Tognolini

Bruno Tognolini è stato il narratore delle giornate dei bambini a partire dagli anni Ottanta: sue sono infatti le rime e le filastrocche che tutti abbiamo ascoltato durante le puntate de L’Albero Azzurro e della Melevisione. Il suo primo libro è del 1992, edito da Fatatrac che oggi torna in libreria in una nuovissima edizione di Camelozampa per continuare a raccontare il mondo dal suo punto di vista. Un punto di vista pieno di fantasia, magia e animali. In Versi di bestie gli animali sono i protagonisti e Bruno Tognolini dedica loro 32 poemi in rima musicale, abbracciando il mondo delle diversità: dagli elefanti ai grilli, dai pesci ai lemuri, fino ad arrivare a un’ultima bestia, quella che l’autore definisce “bestia umana”.

Prima ancora che potessi porgli delle domande, Tognolini ha letto Versi di cuori elefanti, la prima filastrocca contenuta in Versi di bestie, aggiungendo alla potenza delle sue parole la magia della sua voce: ogni pausa, e persino ogni respiro, hanno aumentato la forza del messaggio racchiuso in parole pensate e misurate per i bambini.

Versi di bestie (e di esseri umani)

Versi di bestie è sì un libro per bambini, ma anche per adulti, poiché riesce a bussare nell’intimità di ognuno, complice una narrazione coinvolgente e una maestria che appartiene solo ai grandi scrittori. Un libro in cui si parla di legami tra gli animali ma anche tra animali e esseri umani, e che si scopre essere un libro che, in realtà, parla soprattutto di legami tra gli esseri umani. Le parole usate costringono all’introspezione senza mai essere indiscrete, proprio come il loro autore. Che ci riportano non solo ai mille perché dei nostri figli, ma anche (e forse soprattutto) ai mille perché che abbiamo rivolo noi stessi da bambini ai nostri genitori, e che talvolta ancora ci chiediamo nel profondo. Che aiutano, anche, a cambiare prospettiva e punti di vista, e a trovare nuove connessioni con il mondo dei nostri figli.

Bruno Tognolini e le “rime raminghe”

Quando gli chiedo quanto Bruno Tognolini ci sia nei suoi versi, mi risponde candidamente che non scrive mai di sé, ma racconta ciò che ha intorno perché questo è il compito degli adulti: narrare la vita ai più piccoli. Sua è la voce e dichiara di scrivere «sotto dettatura del mondo». Ed è forse ciò che di più immediato c’è nella scrittura di Tognolini, la descrizione della vita che implica chiunque legga i suoi testi a porsi delle domande, anche se sono le dieci di sera, si è già sotto le coperte e sia ora di andare a dormire.

Quando ho chiesto a Bruno Tognolini quale fosse la sua poesia preferita mi ha risposto che non pensa mai alle sue preferite quanto piuttosto a quelle che gli piacciono meno: nonostante ogni verso sia confezionato alla perfezione, ci sono alcune filastrocche che, esattamente come i giorni della vita, come gli accadimenti, a lui risultano meno gradevoli. Ma il bello della scrittura è proprio questo: affrontare anche le difficoltà e tirarne fuori un insegnamento.
Proprio come accade ogni giorno nella quotidianità. Proprio come accade ogni momento a tutti i genitori.

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Miglior dispositivo anti abbandono: quale scegliere? https://getmytata.com/miglior-dispositivo-anti-abbandono-quale-scegliere/ https://getmytata.com/miglior-dispositivo-anti-abbandono-quale-scegliere/#respond Fri, 04 Feb 2022 13:36:17 +0000 https://getmytata.com/?p=15127 Tata
Miglior dispositivo anti abbandono: quale scegliere?

Quanti dispositivi anti abbandono esistono? Ecco come capire qual è il più adatto alle proprie necessità

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Miglior dispositivo anti abbandono: quale scegliere?

Indice

Di seguito saranno analizzate le diverse tipologie di dispositivi anti abbandono a norma presenti sul mercato. Verranno confrontate caratteristiche e funzionalità in modo da aiutare i genitori a scegliere il dispositivo anti abbandono più adatto alle proprie necessità.


Quali sono i dispositivi anti abbandono per bambini?

Un dispositivo anti abbandono è uno strumento di sicurezza in grado di segnalare in tempo reale se è stato dimenticato un bambino in auto. Incidente che, purtroppo, anche conseguentemente a episodi di amnesia dissociativa, in Italia ha portato a registrare 10 decessi dal 1998 a oggi.

Lasciare un bimbo in auto da solo, per esempio sotto il sole, può essere molto rischioso dal momento che la temperatura interna del veicolo può arrivare in breve tempo a superare i 40 °C, aumentando così le possibilità di ipertermia.

Per tutelare maggiormente i bambini, nel 2018 è stata approvata la legge salva bebè, che obbliga all’uso dei dispositivi anti abbandono per il trasporto in auto dei piccoli fino ai 4 anni di età.

Dall’entrata in vigore di questa legge sono stati testati e messi in commercio diversi modelli di dispositivi anti abbandono. Oggi le tre tipologie principali sono:

  • I seggiolini anti abbandono, che vedono il sensore già integrato al loro interno
  • I dispositivi anti abbandono integrati nel veicolo, presenti in alcune vetture
  • I dispositivi anti abbandono indipendenti, che nascono svincolati da seggiolino e auto e si possono facilmente installare al momento del bisogno

La soluzione più utilizzata dai genitori è quella dei dispositivi anti abbandono indipendenti. Si tratta di dispositivi che possono essere installati sul seggiolino, solitamente sulla seduta, oppure sulla cintura di sicurezza o sotto la fodera, in modo da rilevare la presenza del bambino grazie a un sensore.


Dispositivi anti abbandono integrati nel veicolo

A oggi l’opzione del dispositivo anti abbandono integrato nel veicolo è la meno gettonata. Tanto dipende dal fatto che i modelli con questo optional non sono ancora molto diffusi sul mercato, soprattutto in quello europeo.

In America, la rivista «Consumer Reports», insieme ad altri sostenitori della sicurezza in auto, ha spinto affinché più case automobilistiche possibili cominciassero a fornire dispositivi anti abbandono già integrati nei loro veicoli.

Lo scopo? Quello di ridurre al minimo il rischio del colpo di calore nei bambini.

Inoltre Consumer Union, in qualità di organizzazione senza scopo di lucro che effettua test imparziali sui prodotti, ha fatto notare come sia meglio consegnare le auto con il dispositivo anti abbandono già impostato su opzione predefinita.

Questo perché, non pensando di poter commettere un errore simile, spesso molti genitori non attivano la funzione: se il sistema deve essere attivato manualmente, infatti, è meno probabile che venga utilizzato.

Attualmente i dispositivi anti abbandono integrati nei veicoli sfruttano tecnologie differenti, ma tutti hanno lo stesso scopo: avvisare della presenza del bambino in auto e ricordare al guidatore di controllare i sedili posteriori prima di scendere dalla vettura. Sono diverse le case produttrici che dal 2017 a oggi si sono mosse per testare nuovi sistemi di sicurezza e implementare i dispositivi anti abbandono nelle proprie vetture: General Motors, Hyundai, Kia, Nissan, Toyota e Tesla.

Per saperne di più leggi il nostro approfondimento sui dispositivi anti abbandono integrati nel veicolo.

scelta miglior dispositivo anti abbandono


Dispositivi anti abbandono indipendenti

Tra i dispositivi anti abbandono indipendenti da seggiolino e veicolo esistono due principali categorie:

  • Dispositivi anti abbandono non connessi allo smartphone
  • Dispositivi anti abbandono connessi allo smartphone tramite un’app

I primi si collegano via Bluetooth al cellulare del conducente e, in caso di pericolo, sono in grado di inviare SMS e/o chiamate di allerta a uno o più contatti di emergenza. I secondi non si collegano allo smartphone, ma offrono una segnalazione sia acustica sia visiva nel caso in cui il bambino rimanesse nell’auto a motore spento.

Dispositivi anti abbandono non connessi allo smartphone

Oggi sul mercato sono disponibili due tipologie principali di dispositivi anti abbandono non connessi allo smartphone:

  • Che si installano sulla seduta del seggiolino
  • Che si allacciano alla cintura di sicurezza

I primi funzionano similmente al meccanismo di allarme della cintura di sicurezza che suona in maniera intermittente, ossia rilevando i bambini tramite un sensore. Al termine del viaggio, se il bambino si trova sul seggiolino al momento dello spegnimento del motore, i dispositivi anti abbandono emettono un suono per ricordare che il bambino è ancora a bordo.

Nel secondo caso, invece, i dispositivi si attaccano alla cintura di sicurezza del seggiolino e si attivano all’aggancio della stessa: allacciato significa che il bambino è a bordo, non allacciato che il bambino non è in auto.

Dispositivi anti abbandono indipendenti connessi allo smartphone

I dispositivi anti abbandono connessi allo smartphone sono in assoluto i più diffusi sul mercato per via:

  • Dell’alto grado di sicurezza che offrono durante il trasporto
  • Per la comodità con la quale si integrano nelle nostre abitudini
  • Grazie ai loro requisiti di aderenza alla legge salva bebè

Si connettono autonomamente allo smartphone tramite Bluetooth, che deve quindi essere acceso, e allo stesso modo si attivano non appena rilevano la presenza del bambino sul seggiolino. Una volta connessi entrano in una sorta di costante rilevazione e offrono più livelli di allarmi.

All’allontanamento del guidatore dal veicolo, se il bambino si trova ancora a bordo, parte un primo allarme sonoro al cellulare. Nel caso in cui non venisse disattivato dal genitore, entro pochi minuti partiranno dei messaggi automatici e/o delle chiamate di emergenza verso altri contatti con la posizione GPS dell’auto.

Tra questo tipo di dispositivi, Tata Pad è l’unico anti abbandono con un sistema di diagnosi in grado di notificare un malfunzionamento, ad esempio: se il Bluetooth del telefono fosse disattivato nel momento in cui il genitore stesse salendo in auto o lo smartphone fosse spento o scarico, Tata Pad inizierà a suonare per 30 secondi allo scopo di indicare l’anomalia.

Se vuoi conoscere tutto quello che c’è da sapere sull’argomento leggi il nostro articolo di approfondimento sui dispositivi anti abbandono indipendenti.


Seggiolini anti abbandono

I seggiolini anti abbandono sono implementati con un sensore di sicurezza elettronico che permette di rilevare la presenza del bambino inviando notifiche ai genitori attraverso apposite app scaricabili su smartphone. I seggiolini anti abbandono, per essere a norma, devono svolgere alcuni compiti ben precisi, come:

  • Segnalare l’abbandono di un bambino di età inferiore a 4 anni
  • Attivarsi autonomamente a ogni utilizzo in modo da evitare al conducente di dover ricordare un compito in più
  • Segnalare di volta in volta la conferma dell’avvenuta attivazione
  • Attirare tempestivamente, in caso di necessità, l’attenzione del conducente attraverso segnali visivi e acustici o visivi e aptici (per esempio la vibrazione) sia all’interno sia all’esterno dell’auto
  • Attivare un sistema di comunicazione automatico per l’invio di messaggi e chiamate tramite rete mobile senza fili
  • Segnalare la bassa carica rimanente, se alimentato a batteria

Seggiolino anti abbandono come funziona

Nel caso in cui il genitore si allontanasse dall’auto con il bimbo ancora al suo interno, seduto su un seggiolino anti abbandono, scatterebbe automaticamente l’allarme e, grazie a un collegamento Bluetooth, un avviso su smartphone.

La tecnologia dietro ai seggiolini anti abbandono è stata applicata in modo tale da rendere l’uso di questi dispositivi semplice e intuitivo: basta connettere la prima volta il seggiolino al cellulare e questi comunicheranno direttamente tra di loro.

Per conoscere tutto quello che c’è da sapere leggi il nostro articolo sui seggiolini anti abbandono.

dispositivo anti abbandono seggiolino


Che sanzioni sono previste?

Bisogna ricordare che, dal 6 marzo 2020, tutti i conducenti che trasportano un bambino con meno di 4 anni d’età senza possedere un dispositivo anti abbandono in auto sono multabili per legge.

Le sanzioni previste dall’articolo 1 della legge 117 del 1 ottobre 2018 prevedono multe tra gli 83 e i 333 Euro, più la sottrazione di 5 punti dalla patente. Alla seconda infrazione in un anno scatta la sospensione della patente per una durata che può variare dai 15 giorni ai 2 mesi.


Quali sono gli obblighi per i produttori?

Per immettere sul mercato le diverse tipologie di dispositivi anti abbandono, i produttori devono rispettare alcuni parametri fondamentali di conformità alla norma, ossia delle prescrizioni tecniche costruttive e funzionali essenziali.

Il produttore deve poter fornire all’autorità, in caso di controllo, tutta la documentazione tecnica: dati riguardanti i mezzi impiegati dall’azienda per garantire la conformità del dispositivo e la valutazione delle interazioni del sistema di ritenuta con il veicolo. L’azienda produttrice deve inoltre:

  • Stilare una dichiarazione di conformità nella quale si assume la responsabilità che il dispositivo rispetti le caratteristiche di sicurezza imposte dalla normativa
  • Allegare al prodotto le indicazioni per la sua installazione e manutenzione
  • Inserire le istruzioni per l’uso

La dichiarazione di conformità è un documento fondamentale sia per il produttore sia per l’acquirente. Infatti entrambi, in caso di controlli e richiesta da parte delle forze dell’ordine, devono poterla esibire. Generalmente la dichiarazione di conformità di un prodotto si può trovare andando sul sito dello stesso o del suo produttore.

Chi è il responsabile dei controlli? Dal 16 luglio 2021 la vigilanza in merito alla commercializzazione dei dispositivi anti abbandono è responsabilità della Direzione generale per la motorizzazione.

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Le domande più frequenti sui dispositivi anti abbandono https://getmytata.com/domande-dispositivi-anti-abbandono/ https://getmytata.com/domande-dispositivi-anti-abbandono/#respond Mon, 24 Jan 2022 14:02:57 +0000 https://getmytata.com/?p=15251 Tata
Le domande più frequenti sui dispositivi anti abbandono

Ecco le risposte ai dubbi e alle domande più frequenti dei genitori sull’acquisto e utilizzo dei dispositivi anti abbandono

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Le domande più frequenti sui dispositivi anti abbandono

Come già approfondito nei precedenti articoli, i dispositivi anti abbandono sono delle apparecchiature collegabili o meno allo smartphone del genitore, che, grazie a particolari sensori, sono in grado di riconoscere se un bambino è presente in auto nel momento in cui il conducente si allontana dal veicolo.

All’interno di questo articolo abbiamo raccolto le domande e i dubbi più frequenti che i genitori si pongono sull’acquisto e utilizzo dei dispositivi anti abbandono.

FAQ dispositivi anti abbandono: le domande più gettonate

Per una migliore comprensione, le domande e le risposte verranno suddivise in base all’argomento in modo da facilitarne la ricerca.

Tematiche generali

Il Parlamento italiano è stato il primo al mondo a redigere una legge per proteggere i bambini dagli abbandoni in auto che, in alcuni casi certificati,  hanno portato a traumi e morti tragiche. La causa principale che porta al verificarsi di queste tragedie è chiamata amnesia dissociativa.

L’amnesia dissociativa è un tipo di amnesia, causato da traumi o stress, che determina l’incapacità di ricordare informazioni personali importanti.

L’amnesia dissociativa riguarda soprattutto soggetti che hanno subito eventi traumatici oppure può essere causata dal forte stress. Le statistiche di casi di abbandono in auto di bambini riguardano sia uomini sia donne.

Conducenti e veicoli obbligati a installare i dispositivi anti abbandono

È necessario avere a bordo del veicolo e utilizzare un dispositivo anti abbandono quando si trasporta un bambino con meno di 4 anni d’età.

L’utilizzo di un dispositivo anti abbandono è obbligatorio per le seguenti categorie di veicoli:

  • Autovetture: veicoli con quattro ruote per il trasporto di persone con al massimo otto posti a sedere oltre al sedile del conducente (categoria M1 del Codice della strada);
  • Autocarri e camion: veicoli con quattro ruote per il trasporto di merci (categorie N1, N2, N3 del Codice della strada, a seconda della massa massima).

La norma che obbliga all’utilizzo dei dispositivi anti abbandono vale per i veicoli:

  • con targa italiana condotti da residenti in Italia o da residenti all’estero
  • con targa estera guidati da residenti in Italia

Quindi chi è residente all’estero (ad esempio gli italiani iscritti AIRE), se guida in Italia un veicolo con targa estera non ha l’obbligo di installare il dispositivo.

Sì, i dispositivi sono già da tempo in commercio e sono reperibili online e nei negozi specializzati in articoli per l’infanzia.

Caratteristiche tecniche dei dispositivi anti abbandono

Non è prevista l’omologazione per questi prodotti. Sono considerati a norma i dispositivi anti abbandono che sono venduti accompagnati dalla “dichiarazione di conformità” rilasciata dal fabbricante. Con la “dichiarazione di conformità” il fabbricante si assume la responsabilità della rispondenza del dispositivo anti abbandono alle caratteristiche previste dal Decreto.

I dispositivi anti abbandono per rispondere alle caratteristiche indicate dalla legge devono: 

  • Attivarsi automaticamente a ogni utilizzo senza bisogno che il conducente compia ulteriori azioni
  • Trasmettere un segnale di conferma di avvenuta attivazione
  • In caso di abbandono, attivarsi con segnali visivi e acustici, o visivi e di vibrazione, e tali segnali devono essere percepibili o all’interno o all’esterno del veicolo

Inoltre è possibile che seggiolini e dispositivi anti abbandono siano collegati allo smartphone del genitore con una applicazione o tramite Bluetooth per inviare notifiche.

L’autorità di vigilanza preposta è il Ministero dei Trasporti attraverso la Direzione generale motorizzazione.

Con la “dichiarazione di conformità” il fabbricante certifica che il dispositivo non modifica le caratteristiche di omologazione del seggiolino o del veicolo, quindi ciò non è possibile.

Il dispositivo anti abbandono può essere a forma di cuscinetto da mettere sotto il bambino, o una clip da inserire sulla cintura di sicurezza, oppure integrato all’interno del seggiolino auto, e generalmente si collega via Bluetooth allo smartphone del genitore. La maggior parte delle tipologie funziona nel seguente modo: quando la vettura si ferma e il dispositivo percepisce che il bambino è ancora in auto, emette un suono che può essere percepito sia all’interno sia all’esterno del veicolo allo scopo di attirare l’attenzione. In caso non venisse avvertito, il dispositivo procede all’invio di notifiche ai numeri di telefono di emergenza inseriti durante la fase di attivazione.

Al punto G delle caratteristiche funzionali richieste dal Decreto si legge:

  1. g) i dispositivi anti abbandono possono essere dotati di un sistema di comunicazione automatico per l’invio, per mezzo delle reti di comunicazione mobile senza fili, di messaggi o chiamate.

“Possono” e quindi non devono farlo necessariamente; pertanto non è espressamente richiesta come obbligatoria questa caratteristica in un dispositivo anti abbandono.

Il produttore deve obbligatoriamente fornire una dichiarazione che attesti la conformità del proprio sistema anti abbandono secondo le caratteristiche tecniche indicate dal testo di legge.

Non è necessario acquistare un nuovo seggiolino o un modello specifico in quanto i dispositivi anti abbandono attualmente sul mercato (come Tata Pad) sono universali e utilizzabili con tutti i seggiolini oggi in commercio 

No, è possibile continuare a usare i dispositivi smart in auto senza alcun problema. E se in famiglia sono presenti più bambini, si possono collegare contemporaneamente più dispositivi associando a ciascuno di loro il nome dei propri piccoli.

I prezzi dei dispositivi variano in base alla loro complessità tecnologica. Possiamo stimare un prezzo minimo di 39 euro circa fino a oltre i 100 euro.

Multe

Dal 6 marzo 2020.

Il precedente termine del 7 novembre 2019 è stato posticipato dall’articolo 52 del decreto legge 26 ottobre 2019 n.124 convertito con legge 19 novembre 2019 n.157.

Le sanzioni sono quelle previste dalla Legge (la 117 del primo ottobre 2018 all’articolo 1) che ha modificato il codice della strada (art. 172). Si tratta di multe dagli 83 ai 333 euro (che si riducono a 58 e 100 euro se pagate entro cinque giorni) con sottrazione di 5 punti dalla patente. Se si commettono due infrazioni in 2 anni scatta la sospensione della patente da 15 giorni a due mesi.

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Come funziona un dispositivo anti abbandono? [Guida Completa] https://getmytata.com/come-funziona-un-dispositivo-anti-abbandono/ https://getmytata.com/come-funziona-un-dispositivo-anti-abbandono/#respond Wed, 12 Jan 2022 16:12:09 +0000 https://getmytata.com/?p=15223 Tata
Come funziona un dispositivo anti abbandono? [Guida Completa]

Come funziona un dispositivo anti abbandono? Ecco la guida per chiarire ogni dubbio

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Come funziona un dispositivo anti abbandono? [Guida Completa]

Tabella dei Contenuti

I dispositivi anti abbandono sono dei meccanismi speciali automatizzati che possono essere collegati o meno allo smartphone del genitore, e possiedono sensori in grado di riconoscere se il bambino è presente in auto nel momento in cui il conducente si allontana dal veicolo. In questo articolo vediamo in dettaglio come funziona un dispositivo anti abbandono.

L’entrata in vigore della “legge salva bebè” n.117 dell’ottobre 2018 ha reso obbligatori i dispositivi anti abbandono per i seggiolini auto per bambini di età inferiore ai 4 anni. A partire dal 6 marzo 2020, sono inoltre state attivate le sanzioni per i trasgressori, che prevedono un’ammenda da 81 a 326 Euro e la perdita di 5 punti dalla patente (in caso di recidiva nel corso del biennio successivo, ai trasgressori verrà sospesa la patente da 15 giorni fino a due mesi).

La nascita di questi dispositivi è dovuta all’aumento del numero di casi di bambini dimenticati in auto dai genitori (per episodi, ad esempio, di amnesia dissociativa), che, purtroppo, spesso terminano tragicamente.

Per essere valido, un dispositivo anti abbandono deve:

  • Accendersi automaticamente ogni volta che si usa il seggiolino auto
  • Inviare un avviso al conducente
  • Segnalare la presenza del bambino con un allarme in grado di attirare l’attenzione del conducente
  • Se il dispositivo è alimentato a batterie deve anche disporre di un indicatore di bassa carica in modo che il conducente possa collegarlo a una presa di corrente

Tipologie di rilevamento bambino a bordo

Tutti i dispositivi anti abbandono sono dotati di un meccanismo in grado di rilevare la presenza del bambino a bordo dell’auto. I dispositivi in commercio attualmente sul mercato si caratterizzano per due diverse tecnologie di rilevamento: 

  • Tramite sensori di pressione, con un funzionamento simile a quello di una bilancia
  • Tramite sensori capacitivi, che sono in grado di rilevare la presenza di un corpo conduttivo (la stessa tecnologia dei touchscreen che permette di interagire con le proprie dita)

Come funziona un dispositivo anti abbandono?

In base alla modalità di funzionamento esistono due tipologie di dispositivi anti abbandono:

  • Dispositivi anti abbandono connessi allo smartphone tramite un’app
  • Dispositivi anti abbandono non connessi allo smartphone

Funzionamento dispositivi anti abbandono connessi allo smartphone

I dispositivi anti abbandono connessi allo smartphone si collegano via Bluetooth al cellulare del conducente e sono in grado di inviare SMS e/o chiamate di emergenza a uno o più contatti memorizzati, avvisandoli di una situazione di potenziale abbandono.

Questa tipologia è la più diffusa sul mercato. I motivi della sua grande diffusione sono molteplici e dipendono principalmente da due fattori:

  • Offrono un maggior grado di sicurezza durante il trasporto di bambini in auto
  • Sono conformi al requisito di omologazione (facoltativo) che per legge richiede che i dispositivi anti abbandono siano in grado di inviare messaggi e/o chiamate di emergenza ad almeno 3 contatti

Per capire perché questa caratteristica rappresenta una maggiore sicurezza, dobbiamo risalire a uno studio – condotto da noheatstroke.org – che mostra le cause principali dell’abbandono dei bambini in auto:

tata - cause morti per ipertermia - dispositivi anti abbandono
  • nel 55% dei casi i bambini sono stati lasciati inconsapevolmente in auto (casi di amnesia dissociativa)
  • nel 28% dei casi i bambini sono entrati in auto da soli
  • nel 13% dei casi i bambini sono stati lasciati consapevolmente in auto
  • nel 4% dei casi le circostanze non erano chiare

I dispositivi anti abbandono connessi si collegano allo smartphone di chi trasporta il bambino in auto tramite Bluetooth. Si attivano da soli non appena rilevano la presenza del bambino sul seggiolino e si collegano automaticamente al telefono (il Bluetooth deve essere quindi attivo).

Una volta connessi, i dispositivi anti abbandono entrano in uno stato di costante rilevazione e offrono, tipicamente, più livelli di allarme.

Tutti i dispositivi offrono la possibilità di connettersi a più smartphone, in modo da attivarsi sempre, a prescindere da chi trasporta il bambino in auto. Una funzionalità perfetta se l’auto è guidata da entrambi i genitori.

Tata Pad - Allarme 0 notifica di disconnessione

Notifica sonora allo smartphone

Non appena il guidatore si allontana dal veicolo con lo smartphone in tasca, se il bambino è ancora a bordo, viene inviato un primo allarme sonoro allo smartphone che, di solito, deve essere disattivato entro pochi minuti in modo da comunicare al dispositivo che tutto è sotto controllo (per esempio perché si sta facendo rifornimento al benzinaio).

L’evento che genera il primo allarme è dato, quindi, dalla disconnessione Bluetooth dello smartphone dal dispositivo, a seguito dell’allontanamento dal veicolo. In questo caso, il dispositivo funziona come un sensore allontanamento bimbi.

Chiamata di emergenza automatica all’utente

Questo livello intermedio di avviso è, al momento, una caratteristica esclusiva di Tata Pad: nel caso in cui l’utente non disattivi il primo allarme (notifica sonora allo smartphone), prima di avvisare i contatti di emergenza, Tata Pad invierà una chiamata di emergenza automatica all’utente. Durante la chiamata, l’utente dovrà seguire le rapide indicazioni della voce automatica, per assicurare che tutto sia sotto controllo. Solo nel caso in cui l’utente non risponderà al primo allarme (notifica sonora) e al secondo (chiamata automatica), Tata Pad invierà l’allarme ai contatti di emergenza.

SMS e/o chiamata con indicazioni GPS a contatti di emergenza

Se il primo allarme non è disattivato entro il tempo previsto, verranno inviati automaticamente SMS e/o chiamate di emergenza a uno o più contatti con la posizione GPS utile a ritrovare l’auto.

Nessuna SIM per motivi di salute

Questa tipologia di dispositivi non ha una SIM al suo interno (per motivi di sicurezza e salute dei bambini), e i messaggi / chiamate sono generalmente inviati tramite l’app collegata direttamente allo smartphone.

Funzionalità di base dei dispositivi anti abbandono connessi allo smartphone

Ecco le funzionalità di base che un dispositivo anti abbandono connesso allo smartphone dovrebbe possedere:

    • Rilevamento bambino a bordo (tramite sensori di pressione o tramite avanzati sensori capacitivi)
    • Notifica sonora sullo smartphone in caso di presunto abbandono
    • SMS e/o chiamata a contatti di emergenza
    • Avviso batteria
    • Multi controllo

Le funzioni elencate sopra sono comuni a tutti i dispositivi anti abbandono attualmente presenti in commercio. Oltre a queste, il dispositivo Tata Pad offre ulteriori vantaggi:

  • Funzione smartphone spento o senza campo
  • Funzione smartphone dimenticato in auto
  • Bluetooth disattivato

Tata Pad è l’unico dispositivo sul mercato in grado di inviare SMS e chiamate d’emergenza anche in assenza di campo o di smartphone spento perché i messaggi partono da un centralino virtuale automatico e non dallo smartphone dell’utente.

Quindi, in caso di pericolo, la chiamata e il messaggio saranno comunque inviati ai contatti di emergenza.

Infine, Tata Pad è l’unico dispositivo anti abbandono attualmente presente sul mercato che emette un suono intermittente in caso non riesca a collegarsi allo smartphone perché il Bluetooth è disattivato.

Funzionamento dispositivi anti abbandono non connessi al cellulare

A differenza di quelli visti sino ad ora, i dispositivi anti abbandono per seggiolini non connessi funzionano in maniera indipendente dallo smartphone, ma presentano alcune lacune sui meccanismi di sicurezza.

Ad oggi sono disponibili due tipologie di dispositivi anti abbandono per seggiolini non connessi:

    • Dispositivi che si installano sulla seduta del seggiolino (o sensore anti abbandono per seggiolino auto)
    • Dispositivi che si allacciano alla cintura di sicurezza

I primi rilevano i piccoli tramite un sensore bambino auto. Genericamente è un sensore a pressione e al termine del viaggio, se il bambino è sul seggiolino, emette un suono a motore spento che ricorda che il bambino è ancora a bordo. Il funzionamento è molto semplice ed è assimilabile al meccanismo di allarme della cintura di sicurezza che suona in maniera intermittente. Genericamente si alimentano con delle batterie o con la presa accendisigari 

I secondi sono dei piccoli dispositivi che si allacciano alla cintura di sicurezza del seggiolino e si attivano quando la cintura viene “chiusa”. Il dispositivo allacciato indica che il bambino si trova a bordo, mentre quando non è allacciato indica che il bambino non è a bordo.

Il primo gruppo di dispositivi anti abbandono non connessi sono in grado di produrre un allarme sonoro se il bambino scende dal seggiolino; i secondi producono un allarme se il bambino si slaccia la cintura. Per capire se il motore dell’auto è spento (e quindi attivare il proprio meccanismo di sicurezza) questi dispositivi necessitano di un accessorio che si collega alla presa OBD del veicolo, grazie al quale sono in grado di collegarsi e comunicare con l’auto.

presa odb

Che cos’è la presa OBD?

La presa OBD, obbligatoria da molti anni, è una interfaccia usata dai meccanici per leggere i codici di errore del motore ed effettuare la diagnosi dei guasti. È possibile utilizzarla autonomamente utilizzando un’interfaccia che può essere acquistata con poche decine di euro.

Senza la presa OBD, alcuni di questi dispositivi anti abbandono non possono funzionare correttamente: il meccanismo di allarme, infatti, parte non appena il veicolo del motore si spegne e questa informazione viene comunicata al dispositivo anti abbandono tramite l’accessorio che si connette alla presa OBD.

A nostro avviso, questi dispositivi offrono un minor grado di sicurezza in quanto limitano l’invio dell’allarme alla persona che sta trasportando il bambino in quell’istante. In alcune situazioni questi dispositivi sarebbero del tutto inefficaci: cosa accadrebbe se il genitore fosse impegnato in una chiamata proprio mentre scende dall’auto e non sentisse l’allarme? E cosa accadrebbe se il genitore lasciasse volontariamente il bambino in auto per sbrigare una commissione, ignaro del rischio ipertermia? E infine: supponiamo che la persona che trasporta il bambino in auto (non necessariamente il genitore ma persone come il nonno o la baby-sitter) abbia un malore mentre è alla guida e si accosti a bordo della strada, spegnendo il motore del veicolo. Scatterebbe l’allarme che ricorda al guidatore che il bambino è a bordo, ma nessun altra persona sarebbe avvisata. Questa situazione di pericolo, quindi, non potrebbe essere gestita da questa tipologia di dispositivi.

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Legge Salva Bebè: la normativa sui dispositivi anti abbandono

La legge salva bebè è la normativa che regola l’utilizzo dei dispositivi anti abbandono per i bambini da 0 a 4 anni. In cosa consiste l’obbligo?

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Legge Salva Bebè: la normativa sui dispositivi anti abbandono

La legge salva bebè è entrata in vigore effettivo il 6 marzo 2020. Si tratta della prima legge al mondo a imporre l’obbligo per gli automobilisti, che trasportano in auto bambini da 0 a 4 anni, di possedere un dispositivo in grado di segnalare la presenza del piccolo all’interno del veicolo.

Questa legge è conosciuta anche come
legge anti abbandono bambini e ha introdotto l’obbligo di installazione nel veicolo di un dispositivo anti abbandono. Lo scopo è di evitare i casi in cui i bambini vengono dimenticati o lasciati in auto con il possibile rischio di gravi e irrimediabili conseguenze.
La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è avvenuta il 12 ottobre 2018 e ha introdotto la Legge 1° ottobre 2018, n. 117 recante “Introduzione dell’obbligo di installazione di dispositivi per prevenire l’abbandono di bambini nei veicoli chiusi”.

Di seguito viene approfondito cosa prevede la normativa sui dispositivi anti abbandono e quali sono le sanzioni previste.

Cosa prevede la legge salva bebè?

La legge salva bebè riporta testualmente:

Comma 1-Bis . «Il conducente dei veicoli delle categorie M1, N1, N2 e N3 immatricolati in Italia, o immatricolati all’estero e condotti da residenti in Italia, quando trasporta un bambino di età inferiore a 4 anni assicurato al sedile con il sistema di ritenuta di cui al comma 1, ha l’obbligo di utilizzare apposito dispositivo di allarme volto a prevenire l’abbandono del bambino, rispondente alle specifiche tecnico-costruttive e funzionali stabilite con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.»

La norma è applicabile a tutti i veicoli con:

  • Targa italiana condotta da residenti in Italia o da residenti all’estero
  • Targa estera su un veicolo guidato da residenti in Italia

Quindi, chi è residente all’estero e si trova a guidare in Italia con una targa estera non ha l’obbligo di installare un dispositivo anti abbandono.

La legge prevede, inoltre, che i dispositivi anti abbandono possano essere di tre tipologie:

  • integrati nel seggiolino auto
  • una dotazione di base o un optional del veicolo
  • indipendenti sia dal seggiolino auto sia dal veicolo

Per sapere di più riguardo le tipologie di dispositivi anti abbandono, consigliamo di leggere la nostra guida dedicata:

legge Salva bebe aiuto

Quali caratteristiche deve avere il dispositivo anti abbandono secondo la legge?

A seguito della pubblicazione del regolamento operativo, adottato con decreto n.122/2019 (o “decreto seggiolino”) che precisa i requisiti tecnici di cui i dispositivi anti abbandono devono essere dotati per essere considerati a norma di legge, sono sorte molte domande a cui il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha cercato di fornire risposta.

Sul sito del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili è indicato, infatti, che detti dispositivi di sicurezza «devono attivarsi automaticamente a ogni utilizzo senza bisogno che il conducente compia ulteriori azioni, devono dare segnale di conferma di avvenuta attivazione. In caso di abbandono, devono attivarsi con segnali visivi e acustici o visivi e di vibrazione e i segnali devono essere percepibili o all’interno o all’esterno del veicolo. Inoltre, è possibile che seggiolini e dispositivi anti abbandono siano collegati allo smartphone del genitore con una app o tramite Bluetooth per inviare notifiche».

La definizione sembra abbastanza chiara, ma potrebbe essere interpretata in modo contraddittorio perché all’interno dell’allegato A, punto 1.b, del Decreto n.122/2019 si legge che «il dispositivo deve essere in grado di attivarsi automaticamente senza ulteriori azioni da parte del conducente». Per questo si è ritenuto che alcuni prodotti immessi sul mercato potrebbero non essere a norma, riferendosi in modo particolare a quei dispositivi che richiedono un intervento attivo da parte del conducente, ossia la necessità di attivare il Bluetooth sul cellulare, che potrebbe rimanere disattivato.

Per ovviare a questa possibile contraddizione, i tecnici di Tata Pad hanno studiato a fondo la tecnologia e creato una soluzione: Tata Pad è l’unico dispositivo anti abbandono attualmente presente sul mercato che emette un suono intermittente in caso non riesca a collegarsi allo smartphone perché il Bluetooth è disattivato.

Un altro dubbio riguarda l’omologazione del seggiolino auto e del veicolo. Secondo quanto previsto dalla normativa per l’omologazione, sul seggiolino auto non potrebbe essere installato alcun dispositivo che ne alteri le caratteristiche, situazione che potrebbe verificarsi con l’utilizzo dei dispositivi anti abbandono sui seggiolini omologati secondo la normativa ECE R129, che classifica i seggiolini in base all’altezza dell’infante. In tal caso, infatti, un dispositivo anti abbandono posizionato sulla seduta potrebbe alzarla e alterare le caratteristiche di sicurezza.

Per ovviare a questa possibilità, i tecnici di Tata Pad hanno effettuato diversi crash test con seggiolini ECE R129. Tutti i crash test hanno avuto esito positivo, ovvero è risultato che Tata Pad non altera la sicurezza del seggiolino.

A tal fine, è presente un “Rapporto di prova” eseguito presso l’ente certificatore deputato ai crash test del seggiolino.

Riassumendo, in base alla legge, ogni dispositivo anti abbandono deve:

  • Segnalare la presenza a bordo di un bambino di età inferiore ai 4 anni a chi è alla guida del veicolo
  • Attivarsi automaticamente a ogni utilizzo, senza la necessità di intervento da parte del conducente
  • Confermare l’avvenuta attivazione a chi guida l’auto
  • In caso di allarme, il dispositivo deve essere in grado di attirare immediatamente l’attenzione del conducente attraverso segnali acustici, visivi o aptici, che possono essere percepiti sia all’interno sia all’esterno del veicolo
  • Essere in grado di attivare un sistema di comunicazione automatico per l’invio tramite rete mobile senza fili di messaggi o chiamate ad almeno tre numeri di telefono differenti

Che cos’è un feedback aptico?

Un feedback aptico è, ad esempio, ciò che fa vibrare un dispositivo quando viene premuto uno dei tasti funzione, quelli posti sulla parte bassa dello schermo (“indietro”, “home” e “menu” per Android). Un altro esempio è Il feedback aptico del controller di gioco che viene fatto vibrare quando succede qualcosa nel gioco stesso, per esempio quando si viene colpiti, si sbatte contro una parete o si perde una vita.

Quali sono le sanzioni per chi non utilizza il dispositivo anti abbandono?

Le sanzioni sono regolamentate dall’articolo 1 della legge 117 del 1 ottobre 2018 e dovranno essere pagate dal conducente dell’auto o dall’adulto in quel momento responsabile per il bimbo a bordo.

Chiunque non rispetti l’obbligo di utilizzo del dispositivo anti abbandono quando trasporta un bambino fino a 4 anni di età è sanzionabile con una multa da 81 a 326 Euro.

In caso di recidiva entro due anni, è prevista in aggiunta anche la sospensione della patente da 15 a 60 giorni.

Da quando parte l’obbligo della legge sui dispositivi anti abbandono?

L’obbligo era previsto a partire dal 1 Luglio 2019, tuttavia è slittato all’inverno 2019. Questo ritardo è stato dovuto alla mancanza di un decreto attuativo che ha il compito di definire i requisiti che i prodotti devono rispettare per essere a norma.

Il decreto attuativo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 23 ottobre 2019 ed è entrato in vigore 15 giorni dopo, il 7 novembre del 2019 (ai sensi dell’art. 10 delle preleggi).

Le sanzioni, invece, sono diventate effettive dal 6 Marzo 2020.

Per maggiore chiarezza ripercorriamo l’iter burocratico dell’entrata in vigore della legge salva bebè:

  • 12 Ottobre 2018 – Pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge salva bebè
  • 21 Gennaio 2019 – La bozza del decreto legge del MIT è stata inviata alla Commissione europea ed è iniziato il periodo di consultazione pubblica
  • 23 Aprile 2019 – Fine del periodo di consultazione pubblica
  • 24 Aprile 2019 – Periodo di consultazione prorogato a seguito dell’invio della Commissione europea di un “parere circostanziato” privato, volto a chiarire alcuni aspetti del decreto
  • 22 Luglio 2019 – Fine del nuovo periodo di consultazione pubblica: l’Italia deve fornire la sua posizione formale sui punti sollevati dalla Commissione Europea
  • 23 Ottobre 2019 – Pubblicazione in Gazzetta Ufficiale decreto attuativo da parte del MIT
  • 7 Novembre 2019  – Entrata in vigore della legge sui dispositivi anti abbandono
  • 6 Marzo 2020 – Inizio dell’attuazione delle sanzioni previste dalla legge

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Le domande più frequenti sui seggiolini auto https://getmytata.com/domande-seggiolini-auto/ https://getmytata.com/domande-seggiolini-auto/#respond Tue, 14 Dec 2021 15:48:08 +0000 https://getmytata.com/?p=15261 Tata
Le domande più frequenti sui seggiolini auto

Ecco le risposte ai dubbi e alle domande più frequenti dei genitori sull’acquisto e utilizzo dei seggiolini auto

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Le domande più frequenti sui seggiolini auto

Come già approfondito nei precedenti articoli, i seggiolini auto sono dei dispositivi di ritenuta per proteggere il bambino durante il tragitto in auto e si dividono per peso e per età del piccolo. 

All’interno di questo articolo abbiamo raccolto le domande e i dubbi più frequenti che si pongono i genitori sull’acquisto e utilizzo dei seggiolini auto.

 

FAQ seggiolini auto: le domande più gettonate

Per legge, tutti i seggiolini devono essere provvisti di un’etichetta che deve essere posta in un punto ben visibile del prodotto e permetta di identificarlo.

L’etichetta di omologazione dei seggiolini UN/ECE R44/04 dovrebbe riportare i seguenti dati:

  1. Marchio dell’azienda produttrice (non sempre presente).
  2. Normativa di riferimento.
  3. Compatibilità con le auto: “Universale”, “Semi-universale” e “Veicolo specifico”.
  4. Gruppo di massa / Fascia di peso per cui è adatto. La lettera Y indica che il seggiolino è dotato di un dispositivo di ritenuta a 5 punti con spartigambe.
  5. Marchio di omologazione europea: indica il Paese in cui è stata ottenuta l’omologazione: 1 = Germania, 2 = Francia, 3 = Italia, 4 = Paesi Bassi, ecc.
  6. Numero di omologazione: i primi due numeri indicano la versione della normativa secondo la quale il seggiolino è stato omologato.
  7. Numero progressivo di produzione: numero univoco assegnato al modello specifico di seggiolino, utilizzato durante le fasi di collaudo e per la tracciabilità.

L’etichetta di omologazione dei seggiolini UN/ECE R129 riporta, invece, le seguenti informazioni:

  1. Dicitura “i-Size” per identificare la norma di riferimento.
  2. Compatibilità con le auto: Universal Isofix o Veicolo specifico Isofix.
  3. Classe di altezza: definisce la fascia di altezza e la massa corporea del bambino che può utilizzare tale dispositivo.
  4. Marchio di omologazione europea: indica il Paese in cui è stata ottenuta l’omologazione: 1= Germania, 2 = Francia, 3 = Italia, 4 = Paesi Bassi, ecc. (i numeri sono preceduti da “e” minuscola, previsto dall’Unione europea, “E” maiuscola, secondo le norme ECE-ONU).
  5. Numero di omologazione: indica il numero della norma e delle successive modifiche di riferimento.
  6. Numero progressivo di produzione: numero univoco assegnato al modello specifico di seggiolino, utilizzato per il collaudo e per la tracciabilità (Lotto).

Per agganciare un seggiolino per bambino al sedile dell’auto si possono utilizzare diverse modalità che comportano l’uso delle cinture di sicurezza del veicolo, del sistema Isofix, la combinazione di entrambi o con l’utilizzo di ulteriori componenti aggiuntive.

Pertanto, prima di procedere con l’acquisto è bene controllare la compatibilità della propria auto con i vari sistemi di aggancio previsti e successivamente acquistare il seggiolino più adatto. 

Per una maggiore comprensione, sono in totale cinque le diverse possibilità di aggancio che si potrebbero verificare in base alla tipologia di seggiolino e alle caratteristiche del veicolo:

  • Seggiolino fissato solo mediante le cinture di sicurezza dell’auto.
  • Una base auto indipendente fissata con le cinture di sicurezza dell’auto, alla quale viene poi agganciato il seggiolino auto.
  • Seggiolino fissato su base auto indipendente tramite aggancio Isofix e piede di supporto, o seggiolino auto con Base auto incorporata, con aggancio Isofix e piede di supporto.
  • Seggiolino auto con sistema Isofix e Top Tether.
  • Seggiolino auto con sistema Isofix e cinture di sicurezza dell’auto.

Per maggiori dettagli, consigliamo di leggere il nostro approfondimento dedicato.

Isofix è un sistema di aggancio internazionale che non utilizza le cinture di sicurezza dell’auto, ma prevede l’aggancio del seggiolino direttamente al sedile dell’auto tramite appositi ganci presenti sul sistema di ritenuta. Si tratta della modalità più sicura, in quanto comporta minori rischi di un’installazione non corretta e una maggiore stabilità del seggiolino che è ancorato direttamente al telaio dell’automobile.

Per un’ulteriore stabilità il sistema Isofix può essere dotato di un terzo punto di ancoraggio costituito o dal piede di supporto (support leg) o dalla cinghia di stabilizzazione denominata Top Tether, che è indicata per evitare qualsiasi movimento rotatorio del seggiolino.

Per ulteriori informazioni, è possibile leggere il nostro approfondimento dedicato al sistema Isofix.

I seggiolini Isofix universali possono prevedere come terzo punto di ancoraggio il Top Tether, ovvero una cinghia di stabilizzazione posta sul retro dello schienale del sedile posteriore, all’interno del portabagagli o sul soffitto della vettura, che aumenta la stabilità e la sicurezza del seggiolino auto. 

Non tutte le vetture prevedono la possibilità di installarlo, è bene perciò sempre verificare prima dell’acquisto la compatibilità del seggiolino con la propria auto.

L’i-Size è una tipologia di seggiolino introdotta dalla nuova normativa UN/ECE R129 che introduce degli importanti cambiamenti in materia di sicurezza in auto dei bambini:

  • Classifica i seggiolini auto in base all’altezza, e non al peso del bambino.
  • Introduce in fase di crash test anche le prove per gli impatti laterali, tendenzialmente i più pericolosi per il bambino.
  • Aumenta l’obbligatorietà della posizione del seggiolino auto in senso contrario di marcia fino ai 15 mesi.
  • Diminuisce i rischi di una scorretta installazione poiché contempla solo l’utilizzo del sistema Isofix per agganciare il seggiolino all’auto.

Per approfondire l’argomento suggeriamo l’articolo dedicato alla normativa dei seggiolini auto.

Dopo un incidente è altamente consigliato procedere alla sostituzione del seggiolino auto in quanto, anche se non risultano danni esterni evidenti, il dispositivo potrebbe aver riportato lesioni alla struttura interna non visibili.

I crash test dei seggiolini auto sono delle vere e proprie prove che i dispositivi di ritenuta devono superare per poter ottenere l’omologazione prevista dalla legge e dunque per poter essere messi in commercio. Questi test sono effettuati da enti ben precisi identificati da ogni nazione in base alle normative di riferimento.

I rialzi sono la tipologia di seggiolino auto indicata per i bambini con un peso compreso tra 15 Kg e 36 Kg e fanno parte del Gruppo 2 e del Gruppo 3.

Consigliamo il nostro articolo dedicato ai gruppi dei seggiolini auto per ulteriori informazioni.

Un seggiolino auto per bambini può essere definito omologato quando ne viene certificata la conformità alle caratteristiche previste dalla normativa in vigore.

Attualmente in Italia sono in vigore due regolamenti europei ECE R44/04 (tra le versioni precedenti solo la R44/03 è ancora valida, ma non per la produzione; invece le altre versioni sono ormai obsolete) e  ECE R129.

Prima di acquistare un seggiolino auto per bambini è sempre importante verificare la compatibilità con la propria vettura: alcuni dispositivi di ritenuta prevedono infatti particolari tipi di agganci, punti di ancoraggio o altri componenti non sempre adatti per tutte le tipologie di auto.

Il seggiolino universale si può agganciare solo tramite l’utilizzo delle cinture di sicurezza e può essere installato nella maggior parte dei sedili del veicolo (laterali, centrale, posteriori e anteriore).

Il seggiolino semi universale è agganciato al sedile dell’auto attraverso agganci inferiori la cui compatibilità deve essere verificata con la tipologia di automobile. Un esempio è il piede di supporto.

I seggiolini per veicoli specifici si agganciano anch’essi tramite le cinture di sicurezza, ma sono progettati per una determinata tipologia di veicolo.

Le navicelle sono dei sistemi di ritenuta che appartengono al Gruppo 0 e sono omologate per i neonati fino a 10 Kg, ossia fino a 9 mesi di età circa.

Per saperne di più, è possibile consultare il nostro articolo dedicato all’ovetto in auto.

Nel caso in cui il bambino viaggi su un seggiolino auto posto in senso contrario alla marcia, ossia sul sedile anteriore, è obbligatorio disattivare l’airbag frontale perché in caso di incidente o apertura involontaria potrebbe ferire gravemente il bambino schiacciandolo contro lo schienale.

Se il bambino viaggia sul sedile posteriore, invece, non ci sono particolari controindicazioni, anzi, in questo caso gli airbag laterali cooperano con le protezioni laterali del seggiolino auto in caso d’incidente per proteggere ulteriormente il bimbo.

No, come accennato all’interno delle domande precedenti, è sempre necessario verificare la compatibilità del proprio veicolo con il sistema di aggancio del seggiolino, quindi è possibile che un determinato seggiolino non possa essere utilizzato su un certo tipo di automobile.

Molti test dimostrano che i seggiolini auto che viaggiano in senso contrario di marcia, in caso di collisione frontale, proteggono maggiormente la testa e il collo del bambino che sono le parti più vulnerabili durante i primi mesi di vita.

La norma UN/ECE R44/04 prevede l’obbligo di viaggio in senso contrario di marcia fino ai 9 kg , mentre con la nuova norma ECE/UN R129 l’obbligatorietà è estesa fino ai 15 mesi del bambino al fine di garantire una maggiore sicurezza.

Come già citato in precedenza, con questa tipologia di seggiolini è obbligatorio disattivare l’airbag frontale dell’auto.

Un seggiolino dotato di sistema Isofix è più sicuro perché è in grado di ridurre notevolmente il rischio di installazione non corretta rispetto all’aggancio con le cinture di sicurezza del veicolo. Inoltre, tramite questo sistema, il seggiolino è fissato direttamente al telaio dell’auto rendendolo nettamente più stabile.

Sì, le leggi attualmente in vigore in Italia prevedono che in caso di viaggi su taxi o macchine a noleggio i bambini possono viaggiare senza seggiolino auto. Questa normativa è inserita all’interno dell’Articolo 172 del Codice della Strada. I bimbi, però, devono viaggiare su un sedile posteriore ed essere accompagnato da un adulto di almeno 16 anni.

Il posto più sicuro dove montare il seggiolino auto, in base a numerosi test e studi, è il sedile centrale posteriore, laddove ci siano i requisiti tecnici per l’installazione ovviamente. Alcune vecchie auto, infatti, non prevedono nel posto centrale le cinture di sicurezza a tre punti, oppure non sono disponibili gli agganci Isofix. L’alternativa più sicura è il sedile posteriore destro.

Il seggiolino auto deve essere utilizzato per legge fino ai 150 cm di altezza del bambino, indicativamente fino all’età di 12 anni.

In base al peso e all’altezza del bambino, è necessario acquistare la tipologia di seggiolino auto più adatto.

Attualmente le normative di riferimento per i seggiolini auto sono due: la ECE R44 e la ECE R129.

Oltre a queste leggi di valore europeo deve essere rispettato anche quanto sancito dalla legge del singolo Paese. In Italia è l’articolo 172 del Codice della Strada a dare ulteriori direttive sui seggiolini auto. Questo stabilisce che tutti i bambini al di sotto dei 150 cm di altezza (circa 12 anni) devono viaggiare su dei sistemi di ritenuti adeguati al loro peso e alla loro altezza.

Il seggiolino auto deve essere cambiato quando ha delle parti lesionate, in seguito a un incidente o a cattiva manutenzione, quando non è più adatto al peso e/o altezza del bambino, oppure se è scaduto.

Sul mercato è possibile trovare dei seggiolini auto per bambini che coprono contemporaneamente più fasce di peso e possono perciò essere usati per tutti i gruppi di cui fanno parte:

  • Gruppo 0+/1 – dalla nascita fino a 18 kg
  • Gruppo 1/2/3 – da 9 a 36 kg
  • Gruppo 2/3 – da 15 a 36 Kg
  • Gruppo 0+/1/2/3 – dalla nascita fino a 36 Kg

Per un ulteriore approfondimento, è possibile consultare la nostra guida dettagliata.

La legge italiana, con l’Articolo 172 del Codice della Strada, stabilisce una sanzione amministrativa “del pagamento di una somma da 80 Euro a 323 Euro. Quando il mancato uso riguarda il minore, della violazione risponde il conducente ovvero, se presente sul veicolo al momento del fatto, chi è tenuto alla sorveglianza del minore stesso. Quando il conducente sia incorso, in un periodo di due anni, in una delle violazioni di cui al presente comma per almeno due volte, all’ultima infrazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da quindici giorni a due mesi.

Assolutamente no, a meno che il bambino non abbia già raggiunto il peso e l’altezza stabiliti dalla legge per poter viaggiare come un adulto, ovvero fino ai 150 cm di altezza e i 36 kg di peso, i bambini devono sempre viaggiare su un sistema di ritenuta adeguato.

No, fino a quando il seggiolino auto è compatibile con le normative in vigore sulla sicurezza (R44 e R129), è della misura corretta ed è in buone condizioni, non è necessario acquistare un seggiolino omologato i-Size.

Sì, i seggiolini auto hanno una scadenza e presentano l’indicazione “da utilizzare preferibilmente entro”. Di conseguenza, è meglio sostituire i seggiolini con cinture dopo 7 anni e i rialzi dopo 10 anni dalla data di produzione.

I seggiolini auto hanno una scadenza perché la plastica si deteriora con il tempo e di conseguenza, dopo molti anni, non potranno avere una prestazione simile a quella iniziale.

È sconsigliato utilizzare seggiolini auto di seconda mano. Questo perché, anche se non sono visibili danni, non è possibile sapere se il seggiolino è stato in precedenza coinvolto in un incidente. I seggiolini auto che sono stati coinvolti in un impatto non sono più considerati utilizzabili in quanto l’integrità strutturale potrebbe essere stata compromessa a causa dell’urto.

Anche se si trasporta solo occasionalmente dei bambini è sempre obbligatorio rispettare le norme.

I seggiolini integrati sono saldamente collegati con il veicolo e non c’è dunque il bisogno di installarli. Tali seggiolini per bambini sono integrati nel sedile posteriore e possono essere ribaltati e fissati.

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Dispositivi anti abbandono indipendenti: una scelta pratica e sicura

I dispositivi anti abbandono indipendenti rappresentano un'alternativa comoda, versatile e alla portata di tutti

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Dispositivi anti abbandono indipendenti: una scelta pratica e sicura

Indice

I dispositivi anti abbandono indipendenti sono il prodotto più versatile e apprezzato nel settore della sicurezza in auto per bambini. L’obiettivo dell’articolo è fornire informazioni utili e dettagliate sul prodotto per aiutare i genitori a effettuare una scelta consapevole e su misura che soddisfi le singole esigenze.


Come funziona un dispositivo anti abbandono indipendente?

I dispositivi anti abbandono indipendenti solitamente vengono installati sulla seduta del seggiolino o direttamente sotto la fodera. Questi dispositivi di sicurezza esistono sia connessi a smartphone sia non connessi ed entrambi sono in grado di rilevare la presenza del bambino grazie a un sensore di pressione o capacitivo, diminuendo così il rischio di “dimenticare” il bimbo a bordo e incorrere in problematiche gravi come l’ipertermia.

  • I dispositivi con funzionamento a pressione hanno al loro interno dei piccoli sensori che lavorano come delle vere e proprie bilance che percepiscono il peso del bambino
  • I dispositivi capacitivi hanno all’interno una tecnologia più avanzata in grado di rilevare la presenza di un corpo tramite la sua capacità di condurre elettricità

Entrambe le logiche alla base di questi dispositivi di sicurezza hanno punti di forza e di debolezza che vanno conosciuti per evitare di incorrere in falsi allarmi o errori di rilevazione.

I dispositivi a pressione si attivano riscontrando il peso del bambino, ma può capitare anche con il peso di un oggetto, mentre i capacitivi, basati sul contatto, non riscontrano questo problema, ma si attivano anche se a contatto con un qualsiasi oggetto in grado di produrre elettricità come per esempio: bottiglie d’acqua o fibbie in metallo, per esempio quelle delle cinture di sicurezza. A fronte di tutto ciò è importante prendere l’abitudine a non appoggiare nessun oggetto sul seggiolino vuoto.

Dispositivi connessi allo smartphone

I dispositivi anti abbandono connessi allo smartphone, per via della loro comodità, della versatilità, dell’altro grado di sicurezza e dei loro requisiti di aderenza alla legge, sono i modelli più apprezzati da genitori, parenti e responsabili di minori.

  • Si connettono autonomamente al cellulare tramite Bluetooth
  • Si attivano non appena rilevano la presenza del bambino sul seggiolino 
  • Una volta connessi entrano in uno stato di costante rilevazione
  • Offrono più livelli di allarme

Tra le molte funzionalità quella che prevede più livelli di allarme rappresenta una netta miglioria del dispositivo e una maggiore garanzia di sicurezza del bambino. Ecco il motivo: all’allontanamento del guidatore dal veicolo, se il bambino si trova ancora a bordo, parte l’allarme sonoro, che però potrebbe essere inefficace per diverse ragioni:

  • L’adulto in questione potrebbe essere distratto o essere al telefono
  • Andando di fretta l’adulto responsabile potrebbe già essere troppo lontano dall’auto per sentilo
  • L’adulto, ignorandone la pericolosità, potrebbe aver lasciato il bimbo in auto per una commissione veloce

Quindi, nel caso in cui l’allarme non venisse disattivato dal genitore, entro pochi minuti scatterebbe un secondo livello di sicurezza che prevede l’invio di messaggi automatici e/o di chiamate di emergenza verso altri contatti con la posizione GPS dell’auto.
Inoltre, quasi tutti i dispositivi anti abbandono indipendenti connessi a smartphone forniscono la possibilità di far connettere più persone nello stesso momento. In questo modo, indipendentemente da chi trasporta il bambino in auto, il dispositivo si connetterà con lo smartphone del guidatore, ma sarà in grado di inviare le stesse notifiche anche a un altro cellulare di riferimento.

Dispositivi anti abbandono indipendenti non connessi a smartphone

Dispositivi non connessi allo smartphone

Rispetto ai dispositivi anti abbandono indipendenti connessi, quelli non connessi offrono avvisi differenti e svincolati dagli smartphone. Di questa tipologia ne esistono due logiche:

  • Il sensore anti abbandono che si installa sulla seduta del seggiolino
  • L’allarme che si allaccia alla cintura di sicurezza del seggiolino

I primi rilevano la presenza del bambino mediante un sensore a pressione e al termine del viaggio, se il motore è spento e il bimbo si trova ancora sul seggiolino, il dispositivo emette un suono che ricorda la presenza a bordo del piccolo. Per maggior chiarezza si può dire che il funzionamento del meccanismo è simile al concetto utilizzato per l’allarme delle cinture di sicurezza delle auto. Questo tipo di dispositivo è solitamente alimentato a batterie o tramite la presa accendisigari.

La seconda tipologia elencata sopra, invece, si riferisce a dispositivi più piccoli pensati per essere allacciati alla cintura di sicurezza del seggiolino e che si attivano alla sua chiusura. Il dispositivo, quando è allacciato, indica che il bambino si trova ancora a bordo, quando è aperto, invece, implica che il bambino sia fuori dall’auto.

Il primo gruppo di dispositivi non connessi, quindi, è costituito da modelli in grado di produrre un allarme sonoro nel caso in cui il bambino dovesse scendere da solo o per errore dal seggiolino, mentre il secondo gruppo si attiva anche nel caso in cui il bambino riuscisse a slacciarsi la cintura. Questi dispositivi di sicurezza per capire se il motore dell’auto è spento, e quando attivare l’allarme, necessitano di un accessorio che li colleghi alla presa OBD del veicolo, grazie al quale riescono a collegarsi e comunicare con l’auto. Senza la presa OBD alcuni di questi dispositivi anti abbandono non sono del tutto efficaci.

Se ci si dimentica spesso il cellulare forse questa tipologia di dispositivi può essere più indicata, ma è fondamentale ricordare che in questo caso non si avrà nessuna tutela aggiuntiva dopo il primo allarme. Altrimenti un’opzione potrebbe essere un modello misto, che funziona sia attraverso un’app dedicata sia senza smartphone.


Tata Pad: tra i migliori dispositivi anti abbandono indipendenti connessi a smartphone

Tata Pad uno tra i migliori dispositivi anti abbandono indipendenti

Le caratteristiche descritte nel paragrafo dei dispositivi anti abbandono indipendenti connessi, in generale, sono proprie di quasi tutti i dispositivi di questo tipo, ma Tata Pad è l’unico ad avere delle funzionalità in più che agevolano l’utilizzo del prodotto e migliorano la sua efficacia:

  • Sensore capacitivo avanzato – Tata Pad è l’unico dispositivo anti abbandono in commercio che impiega una tecnologia capacitiva avanzata e brevettata in grado di capire se sul seggiolino è presente un bambino o un oggetto riducendo così fastidiosi e preoccupanti falsi allarmi.
  • Diagnosi di malfunzionamento -Tra i dispositivi anti abbandono indipendenti Tata Pad è l’unico con un sistema di diagnosi in grado di notificare un malfunzionamento, per esempio: se il Bluetooth del guidatore fosse disattivato nel momento in cui stesse salendo in auto o il cellulare risultasse spento o scarico, Tata Pad lancerà immediatamente un allarme allo scopo di indicare l’anomalia.
  • Più livelli di allarme: chiamata all’utente – Oltre ai due “soliti” livelli di allarme Tata Pad ne offre un altro allo scopo di evitare inutili situazioni di paura. Quindi, nel caso in cui il primo l’allarme non venisse disattivato dal genitore, prima di far partire l’invio di messaggi automatici e/o di chiamate di emergenza ad altri contatti Tata Pad utilizza un’allerta intermedia: una chiamata diretta all’utente. Durante questa chiamata il genitore dovrà seguire le rapide indicazioni della voce automatica per assicurarsi che tutto sia sotto controllo. Solo nel caso in cui l’adulto non rispondesse né al primo allarme (notifica sonora) né al secondo (chiamata automatica) allora si attiverebbe la comunicazione di emergenza verso altri contatti indicando la posizione GPS dell’auto.
  • Funzione smartphone spento o senza campo – Tutti i dispositivi anti abbandono indipendenti connessi a smartphone hanno il problema di non poter essere efficienti con il telefono spento o senza campo, Tata Pad è l’unico dispositivo sul mercato che può inviare SMS e chiamate di emergenza anche a queste condizioni. Questo grazie a un centralino virtuale automatico dal quale partono tutti i messaggi di emergenza. La tecnologia adoperata consente alla comunicazione di rimanere sempre attiva e all’occorrenza svincolata dal singolo cellulare: quindi, in caso di pericolo, i contatti di emergenza potranno ricevere chiamate e messaggi.
  • Funzione smartphone dimenticato in auto – Dimenticare lo smartphone in auto è più che possibile, ma rischia di diventare un problema se si fa affidamento sul cellulare come risorsa di sicurezza per i bambini. Tutti i dispositivi anti abbandono indipendenti in commercio non sono in grado di gestire questa situazione, e l’unico che offre una possibile soluzione al problema è Tata Pad. Se lo smartphone del genitore è connesso al dispositivo anti abbandono e viene lasciato nell’auto, un qualsiasi dispositivo di sicurezza registrerà l’informazione come “genitore all’interno dell’auto”. Ma Tata Pad è in grado di effettuare un’ulteriore analisi: se lo smartphone è nel veicolo, il bambino è a bordo e la macchina ferma da più di 10 minuti, Tata Pad registra questi dati come una dimenticanza e attiva automaticamente i vari livelli di allarme.

Perché scegliere un dispositivo anti abbandono indipendente?

I motivi per scegliere un dispositivo di sicurezza indipendente sono diversi. Se già si possiede un seggiolino, ed è ancora in ottime condizioni, può non valer la pena buttarlo per comprarne uno nuovo con il sensore già integrato, sia per lo spreco in sé sia per il costo della scelta. I seggiolini anti abbandono, infatti, si aggirano intorno a prezzi che vanno dai 150/300 fino ai 500/600 Euro. Mentre il costo dei dispositivi indipendenti, oscillando tra i 40 e gli 80 Euro, rientra in tutt’altra fascia di prezzo.

Se poi si ha più di un figlio a poca distanza d’età sarebbe più economico comprare un altro seggiolino insieme a un nuovo dispositivo di sicurezza. Per non parlare poi dell’evenienza in cui non sia stato acquistato un seggiolino i-Size e si avesse necessità di effettuare il passaggio da un seggiolino a un’altro a causa della crescita del bimbo. Se ogni volta fosse necessario comprare un dispositivo anti abbandono diverso la spesa diventerebbe davvero esosa.

Se si sta valutando l’acquisto di un seggiolino in ottime condizioni, ma usato, bisogna tenere a mente che è piuttosto difficile trovarne uno anti abbandono sul mercato. Altrimenti, con i dispositivi anti abbandono indipendenti, rendere un seggiolino sicuro e a norma di legge diventa semplice ed economico.

Inoltre molti produttori di seggiolini auto anti abbandono, stimando un uso medio di due ore al giorno, comunicano una durata delle batterie di circa quattro anni. Molti modelli hanno le batterie sostituibili e quindi il problema si può aggirare, ma per i modelli che non hanno le batterie sostituibili il vantaggio di un acquisto simile comincia a diminuire.

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Seggiolini anti abbandono [tutto quello che c’è da sapere]

Seggiolini anti abbandono: quando diventano il dispositivo di sicurezza più adatto alle proprie necessità?

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Seggiolini anti abbandono [tutto quello che c’è da sapere]

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Nel mondo della sicurezza auto per bambini esistono diversi dispositivi, e tra questi si trovano anche i seggiolini anti abbandono: strumenti innovativi che integrano la sicurezza e la comodità del classico seggiolino con la tecnologia dei moderni dispositivi anti abbandono. In questo articolo se ne analizzeranno caratteristiche principali e funzionamento, con lo scopo di aiutare i genitori a stabilire se un seggiolino anti abbandono rappresenta la migliore scelta da fare.


Come funziona un seggiolino auto con sensore anti abbandono integrato?

I seggiolini anti abbandono hanno l’obiettivo di allertare l’adulto ricordando la presenza del bambino in auto. Il loro utilizzo, inoltre, è estremamente intuitivo.

La normativa che regola le caratteristiche e l’utilizzo dei dispositivi anti abbandono lascia la possibilità a questi strumenti di sicurezza di interagire con l’utente in modi differenti, proponendo anche la possibilità di collegare i dispositivi direttamente agli smartphone attraverso la tecnologia Bluetooth. In questo modo, tramite l’app dedicata, il genitore riceverà gli alert e le informazioni necessarie alla sicurezza del bambino direttamente sul cellulare.

Seggiolini anti abbandono Bluetooth

Se il genitore si allontanasse dall’auto con il bimbo ancora dentro, grazie al Bluetooth riceverebbe delle notifiche in tempo reale. In particolare, questa tecnologia allunga il raggio d’azione dell’allarme ampliando le probabilità che l’adulto torni sui suoi passi e scongiuri un tragico incidente.

Nel caso in cui l’avviso su smartphone non avesse effetto, i seggiolini anti abbandono offrono anche la possibilità di un secondo allarme. Questo generalmente consiste in due opzioni rivolte entrambe ad altri contatti di sicurezza registrati precedentemente nell’app:

  • Chiamate automatiche
  • Invio di messaggi con i dati della geolocalizzazione dell’auto

Esistono poi tecnologie di sicurezza, integrate direttamente nei veicoli, che nel caso di un bimbo rimasto in auto permettono l’apertura domotica dei finestrini o l’attivazione del condizionamento in modo da consentire il passaggio dell’aria e diminuire così le possibilità di un colpo di calore. Aziende come Tesla stanno anche lavorando ad alcuni progetti futuristici che si basano, per esempio, sullo sfruttamento della tecnologia radar.

Il seggiolino anti abbandono è uno strumento di sicurezza per bambini in auto


Seggiolino auto con sensore, quale scegliere?

I seggiolini auto con sensori anti abbandono integrati non sono ancora molto diffusi sul mercato e i modelli che offrono questa possibilità sono realizzati principalmente da due aziende: Cybex e Chicco. La prima ha realizzato il dispositivo SensorSafe mentre la seconda BebèCare.

Seggiolino anti abbandono Cybex

Cybex ha integrato il suo sensore anti abbandono principalmente nei modelli i-Size così da coprire diverse fasce d’età. Per chi invece fosse in possesso di una versione precedente dei seguenti seggiolini: Cybex Aton M i-Size, Cybex Cloud Z i-Size, Serie Cybex Sirona Z, Serie Cybex Sirona Zi, Serie Cybex Sirona S, Serie Cybex Sirona M e Serie gb Vaya è stato messo a disposizione un kit SensorSafe da montare in autonomia.

Il sensore è una clip di chiusura delle cinture di sicurezza del seggiolino che avvisa il genitore della presenza del bambino in auto e fornisce anche altre utili informazioni:

  • Controlla il sistema di chiusura delle cinture emettendo un allarme
  • Monitora la temperatura all’interno dell’auto, avvisando se questa diventa troppo alta o troppo bassa
  • Tiene conto della durata di un viaggio con un bambino in auto, avvisando di fare una pausa superate le due ore consecutive

Seggiolino con sensore integrato Chicco

Il sensore BebèCare della Chicco fornisce l’opportunità all’account “famiglia” di gestire fino a tre seggiolini anti abbandono contemporaneamente e di collegare allo stesso seggiolino un numero illimitato di smartphone. Inoltre è in grado di valutare se il bambino rimane per troppo tempo seduto in auto e lanciare, in caso di necessità, un avviso specifico. Chicco ha integrato questo dispositivo su quattro modelli:

  • Oasys i-Size Chicco BebèCare
  • Oasys 0+ UP Chicco BebèCare
  • Aroundu i-Size Chicco BebèCare
  • Seat Up 012 Chicco BebèCare

Per gli altri seggiolini Chicco ha sviluppato BebèCare EasyTech, una clip che si aggancia al sistema di ritenuta.


Seggiolini anti abbandono: prezzi

Come visto sopra esistono alcuni modelli già dotati di sistema salva bebè adeguati a diverse fasce d’età. I prezzi dei seggiolini auto anti abbandono rientrano complessivamente in un range che va dai 150/300 fino ai 500/600 Euro: il prezzo base per un seggiolino anti abbandono di serie oggi si aggira intorno ai 149 Euro.

Chiaramente, a seconda di alcune variabili come il grado di allarme, il livello di integrabilità con le app, connessione e durata della batteria del sensore, il prezzo oscilla verso il basso o verso l’alto.

Quanto costano i seggiolini anti abbandono?


È possibile aggiornare un vecchio seggiolino?

Sì, grazie all’utilizzo di un dispositivo anti abbandono indipendente che si collega a un’apposita app è possibile aggiornare un vecchio seggiolino e renderlo così a prova di legge salva bebé.

Un esempio di tale dispositivo è il cuscino anti abbandono Tata Pad. Acquistando strumenti come questo è possibile avere seggiolini sicuri e a norma senza doverne comprare uno nuovo o spendere cifre molto alte: i prezzi per i dispositivi anti abbandono indipendenti rientrano, infatti, tra i 40 e gli 80 Euro.


Pro e contro dei seggiolini anti abbandono

Dovendo acquistare un seggiolino auto può essere una buona scelta quella di prenderne uno con un dispositivo anti abbandono già integrato. Il vantaggio di un acquisto simile risiede nel non doversi preoccupare ogni volta di applicare altri dispositivi e doverne quindi controllare l’effettiva installazione.

I dispositivi anti abbandono indipendenti, di contro, svolgono le stesse funzioni, secondo le prerogative del modello, a prezzi molto più vantaggiosi. Se si avesse la necessità di cambiare seggiolino l’alta versatilità dei dispositivi indipendenti li rende facilmente adattabili al nuovo acquisto. Inoltre i sistemi integrati potrebbero avere alcuni svantaggi:

  • La durata della batteria del sensore può essere limitata rispetto alla vita del seggiolino stesso
  • La batteria al suo interno non sempre è sostituibile autonomamente rendendo spesso necessario il supporto del produttore

Inoltre, come già detto, i seggiolini anti abbandono con sistema già integrato in commercio si limitano a pochi modelli rendendo così la scelta quasi obbligata.

Cosa dicono i produttori

Molti produttori di seggiolini sostengono che non sia sicuro utilizzare altri prodotti sul proprio: il rischio è quello di intaccare l’omologazione del seggiolino e quindi la sicurezza del bambino. Per cui, se si dovesse optare per un dispositivo anti abbandono indipendente, bisognerebbe fare attenzione che rispetti tutti i parametri delle vigenti normative.

In particolare, per essere sicuri della validità del prodotto che si sta per acquistare bisogna leggere l’apposita dichiarazione di conformità. Le aziende produttrici di dispositivi anti abbandono indipendenti, per legge, devono stilare e inserire in ogni prodotto una dichiarazione di conformità con la quale assicurano che l’utilizzo del loro prodotto non inficia le funzioni del seggiolino. Solitamente è un foglietto che si trova insieme alle indicazioni per l’installazione e alle istruzioni per uso e manutenzione del prodotto.

I produttori più attenti alla sicurezza, come Tata, effettuano opportune verifiche presso enti certificatori usando vari modelli di seggiolini con a bordo il dispositivo stesso. I crash test hanno lo scopo di verificare che i seggiolini con dispositivo “esterno” rispettino comunque i parametri di sicurezza.

La dichiarazione rilasciata da parte dell’ente certificatore CSI, per esempio, attesta che Tata Pad non altera la sicurezza dei seggiolini testati.

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Temperatura corporea nei bambini: come valutarla? https://getmytata.com/temperatura-corporea-nei-bambini-faq/ https://getmytata.com/temperatura-corporea-nei-bambini-faq/#respond Mon, 22 Nov 2021 12:08:31 +0000 https://getmytata.com/?p=15121 Tata
Temperatura corporea nei bambini: come valutarla?

Dal rischio convulsioni all’efficacia dei termometri, tutte le risposte alle domande più comuni sulla temperatura corporea nei bambini

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Temperatura corporea nei bambini: come valutarla?

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Il termometro digitale è davvero la scelta migliore per misurare la febbre?

Nel 2010 il termometro a mercurio è stato ritirato dal mercato a causa del suo elevato potenziale inquinante ed è stato sostituito da una molteplicità di strumenti più o meno sofisticati per la rilevazione della temperatura corporea.
Ma come è possibile orientarsi tra tutti questi dispositivi? Le linee guida attualmente utilizzate in pediatria raccomandano di usare il termometro digitale (elettronico) come strumento principale di scelta per i bambini di tutte le età. Gli altri tipi di apparecchi termorilevatori, invece, sono sconsigliati da usare a casa perché ritenuti poco affidabili o perché la loro accuratezza può essere compromessa da variabili difficilmente controllabili da un genitore.

Dove è preferibile misurare la temperatura corporea nei bambini?

La sede più opportuna di rilevazione della temperatura corporea nei bambini è quella ascellare perché garantisce un buon compromesso tra affidabilità della misurazione e scarsa invasività della procedura. La sede rettale, a oggi, non è consigliata, e andrebbe riservata solo a condizioni particolari poiché comporta un rischio potenziale di lesionare la mucosa e causa discomfort nel bambino. Per analoghe ragioni è sconsigliata anche la bocca.

Se è presente anche un’eruzione cutanea bisogna preoccuparsi?

Un’eruzione cutanea, soprattutto se si manifesta nel corso di un episodio febbrile, può essere espressione di malattie esantematiche o di reazioni cutanee innescate da infezioni virali (come l’orticaria intrainfettiva o postinfettiva) e merita un consulto con il pediatra.

Le eruzioni cutanee che devono sempre destare allarme sono quelle che rimangono fisse sulla cute anche quando vi si applica una pressione con il dito: sono macchie bluastre o rosso scuro (lividi, ematomi) e lesioni puntiformi rossastre (petecchie). Queste lesioni sono spesso associate a infezioni gravi che necessitano di una pronta valutazione.

eruzione-cutanea-febbre-bambini

Indossare abiti leggeri può essere considerato il primo provvedimento per combattere la febbre?

Quando l’organismo si attiva per aumentare la temperatura corporea in risposta all’infezione compaiono brividi, pallore o marezzatura della pelle e una sensazione di malessere generale, tutti sintomi che ci avvisano che qualcosa non va. Quando la temperatura interrompe la sua ascesa e si attesta su un valore stabile, i brividi e il malessere lasciano il posto a una sensazione di calore intenso: è arrivata la febbre. 

Il primo provvedimento che è bene adottare con un bimbo febbrile è alleggerire i suoi indumenti per consentire una fisiologica dispersione del calore (traspirazione) e tenerlo in un ambiente confortevole e adeguatamente areato.

Fare spugnature con acqua è efficace?

L’aumento della temperatura corporea durante un’infezione è un processo articolato in fasi ben precise e finemente organizzato nei dettagli: vi è una prima fase in cui entrano in gioco i meccanismi volti all’aumento della temperatura corporea e una fase successiva in cui la temperatura si stabilizza entro valori che, seppur elevati, non sono in grado di danneggiare il nostro organismo.

Pertanto, un bambino con la febbre non necessita di essere ulteriormente stressato nel tentativo di abbassare la temperatura in modo forzato. Ci si può limitare ad alleggerire i suoi indumenti, offrire spesso da bere acqua (o latte materno/artificiale se è piccino), tenerlo tranquillo in un ambiente areato e confortevole e assecondare il suo desiderio di stare in braccio, a letto, o di andarsene a passeggio per casa e giocare, monitorando la situazione per notare eventuali sintomi da riferire al pediatra. 

È bene tenere a mente che la borsa del ghiaccio, gli impacchi con alcol, i bagni forzati e altri mezzi fisici sono procedure sconsigliate perché inefficaci, potenzialmente dannose e perfino più pericolose della febbre. 

Che differenza c’è tra febbre e ipertermia?

La necessità di abbassare la temperatura corporea nei bambini è invece cruciale nell’ipertermia, una grave condizione in cui la temperatura corporea si innalza pericolosamente oltre i 40 °C in seguito a un aumento della temperatura esterna oppure per via di un’attività dei meccanismi di dispersione del calore poco o per nulla efficace, o ancora a causa dell’effetto di farmaci o condizioni patologiche. 

Mentre nella febbre dovuta a un’infezione l’aumento di temperatura è espressione di un processo fisiologico controllato, innescato da sostanze che modificano le impostazioni del termostato che si trova nel nostro cervello (ipotalamo), nell’ipertermia salta interamente il sistema di termoregolazione del nostro organismo, e pertanto è più pericolosa. Nella pratica pediatrica, l’ipertermia è solitamente causata da un’esposizione massiva del bambino al calore.

differenza-febbre-ipertermia

Perché si parla di “bambini predisposti” nei casi di convulsioni febbrili?

Le convulsioni febbrili sono delle crisi che si manifestano durante la febbre in bambini geneticamente predisposti. Queste convulsioni non sono dovute a una malattia o a infezioni del sistema nervoso centrale, come ad esempio la meningite, ma sono espressione di una particolare reattività cerebrale che si verifica in alcuni bambini in seguito a rapidi innalzamenti e riduzioni della temperatura corporea.

Si manifestano generalmente nei primi anni di vita (entro il terzo anno) con perdita di coscienza associata a ripetute scosse degli arti o a uno stato di rilassamento generalizzato dei muscoli, oppure, ancora, a uno stato di assenza in cui il bambino appare non reagire all’ambiente circostante. Anche se destano una comprensibile apprensione in chi le osserva, nella maggior parte dei casi durano pochissimi minuti, non causano danni a lungo termine nel bambino, e tendono a scomparire con la crescita (sono estremamente rare dopo i 6 anni). In una minoranza di bambini in cui sono presenti specifici fattori di rischio, quindi, sarà opportuno un attento monitoraggio dello specialista. 

Dopo la diagnosi del primo episodio di convulsione febbrile, che deve necessariamente vedere esclusa una causa infettiva (meningite o encefalite), i genitori sono istruiti dal pediatra su come riconoscere e gestire un eventuale episodio successivo. I farmaci antipiretici (paracetamolo e ibuprofene) non sono in grado di prevenire la crisi convulsiva e pertanto vanno somministrati per alleviare la febbre usando le stesse indicazioni valide per i bambini che non soffrono di convulsioni febbrili.

Febbre e malattia infettiva del bambino sono sempre collegati?

La febbre è un innalzamento della temperatura corporea al di sopra dei valori di normalità (l’OMS definisce la temperatura corporea centrale normale compresa tra 36.5 °C e 37.5 °C), non causata da variazioni della temperatura esterna, e si manifesta il più delle volte a seguito di un’infezione, ossia in seguito all’incontro tra il nostro organismo e un ospite indesiderato (virus, batterio). Alcune di queste malattie infettive sono contagiose (ad esempio l’influenza) altre non lo sono (ad esempio le infezioni urinarie). Alcune necessitano di una terapia (antibiotica o antivirale), altre invece guariscono spontaneamente.

Quando un microrganismo ci attacca, il nostro sistema immunitario si attiva in nostra difesa e nel corso della battaglia vengono rilasciate delle sostanze che tramite il torrente sanguigno raggiungono l’ipotalamo, una regione del nostro cervello deputata alla termoregolazione. Queste sostanze ne modificano i parametri (il cosiddetto set-point), impostando dei nuovi valori di temperatura, più elevati: ciò serve a ostacolare la sopravvivenza all’ospite indesiderato e a rendere il nostro sistema immunitario più efficace nel toglierlo di torno. 

Febbre a 37 persistente nei bambini e febbre a 37 senza sintomi: cosa fare?

La febbre merita sempre attenzione perché il più delle volte è causata da un’infezione. Tuttavia, la temperatura corporea è un parametro vitale soggetto a una grande variabilità e pertanto non è sempre facile distinguere con certezza un’alterazione patologica della temperatura da un’alterazione che rientra in questa predetta variabilità. 

Il nostro corpo di per sé produce continuamente calore attraverso i processi metabolici e la produzione di ormoni: se ognuno di noi misurasse la propria temperatura corporea in diversi momenti della giornata noterebbe che i valori sono più bassi nelle prime ore del mattino e tendono poi a innalzarsi nelle ore serali. La temperatura, per esempio, va incontro a un lieve rialzo anche dopo che abbiamo consumato un pasto. Infine, basta pensare a come ci si sente accaldati dopo aver fatto di corsa una rampa di scale, dopo una discussione accesa con un collega o semplicemente durante una caldissima giornata estiva. 

Per tutte queste ragioni è buona norma misurare la temperatura quando il bambino è tranquillo, a riposo e in un ambiente fresco, così da ottenere un valore il più possibile attendibile. Spesso, però, è necessario effettuare più misurazioni per avere un’idea della situazione reale. 

Un altro importante suggerimento, che dovrebbe essere sempre valido, è osservare il bambino nel tempo e notare la presenza di eventuali sintomi. Un valore di temperatura pari a 37.2 in un bambino raffreddato o che manifesta altri sintomi, infatti, ha un significato diverso rispetto allo stesso valore rilevato in un bambino che sta bene ed è asintomatico. Ecco quindi che risulta cruciale tenere gli occhi sul bambino, oltre che sul termometro.

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Farmaci antipiretici nei bambini: quali sono quelli consigliati? Come vanno usati?

La febbre è un prezioso alleato che avverte di un’infezione in atto e che al tempo stesso rappresenta un sistema di difesa naturale, efficace e ben collaudato, su cui interferire il meno possibile. Tuttavia, se il bambino sembra infastidito e non riesce a svolgere le sue normali attività, o se la febbre è molto elevata, sarà il momento di somministrare la terapia antipiretica, ossia il farmaco che abbassa la temperatura. In pediatria, gli unici antipiretici consentiti sono il paracetamolo e l’ibuprofene: quest’ultimo, però, si può somministrare dopo i 6 mesi e va evitato se il bambino è disidratato, ha la varicella o se ha la malattia di Kawasaki. Il dosaggio di questi farmaci si basa sul peso corporeo del bambino ed è bene rispettare l’intervallo di tempo previsto tra le somministrazioni. È preferibile inoltre usare le formulazioni per bocca perché in questo modo si garantisce che il dosaggio sia realmente tarato sul peso del bambino e l’assorbimento del farmaco sia costante. L’utilizzo delle formulazioni in supposte andrebbe invece riservato a tutte quelle condizioni in cui il bambino non riesce ad assumere farmaci per bocca. Inoltre è meglio evitare di alternare paracetamolo e ibuprofene perché ciò può aumentare il rischio di effetti collaterali. 

Nel corso di un’infezione la febbre persiste fino a quando il microrganismo estraneo non è eliminato dal sistema immunitario o dalla terapia. L’antipiretico si limita ad abbassare temporaneamente la temperatura che, una volta esaurito l’effetto del farmaco, potrebbe tornare a innalzarsi. La ragione per cui si ricorre all’antipiretico, quindi, è di ridurre il fastidio arrecato dalla febbre, non abbassare la temperatura tout court: di conseguenza il beneficio atteso va ricercato nel miglioramento dello stato generale del bambino piuttosto che nel valore segnato sul termometro.

Febbre 39.7 nei bambini: che significato ha?

Nei bambini che hanno più di 6 mesi di età, una febbre elevata non deve di per sé scatenare preoccupazioni perché non è detto che sia necessariamente correlata a un’infezione grave: il parametro fondamentale che deve sempre orientare chi assiste il bambino è la valutazione delle sue condizioni generali e del suo comportamento. Osservare che il bambino, nonostante la febbre alta, si comporta come al solito, sorride e si alimenta normalmente, deve rassicurare, ma è comunque meglio confrontarsi con il pediatra. 

Al contrario, nei neonati o nei piccoli di pochi mesi, qualunque incremento della temperatura, anche se è lieve e si manifesta in apparente benessere, va sempre considerato pericoloso e merita una pronta segnalazione al pediatra.

Vomito e diarrea, vie respiratorie intasate: quando chiamare il pediatra?

La febbre, di per sé, non è pericolosa, ma può esserlo invece l’infezione che l’ha provocata. In particolare, vi sono alcune circostanze che meritano grande attenzione: quando il bambino è piccolo (neonato o bambino di pochi mesi), quando le condizioni generali sono compromesse (il bambino non si comporta come al solito, non riesce ad alimentarsi, dorme sempre o al contrario è estremamente irritabile e inconsolabile), quando respira con difficoltà, quando presenta episodi di vomito e/o diarrea, quando non si muove come al solito e quando presenta macchie sulla pelle che non si schiariscono con la digitopressione. Infine, un episodio febbrile in un bambino che presenta delle fragilità e dei fattori di rischio legati a una patologia cronica va sempre valutato con la massima attenzione.

Febbre nei bambini e coronavirus: cos’è cambiato?

La pandemia da SARS-Cov-2 non aiuta ad affrontare serenamente il manifestarsi dell’episodio febbrile e contribuisce ad amplificare l’attenzione sulla temperatura corporea, che oggi viene rilevata di routine in tutti i contesti che vedono più persone concentrate in uno spazio chiuso, scuole e asili compresi. Oggi più che mai, quindi, occorre tenere un ancor più stretta alleanza e serena collaborazione tra pediatra e genitore.

Mentre prima della pandemia i genitori venivano istruiti dal proprio pediatra ad attendere un paio di giorni di febbre prima di farsi contattare per un consulto (a patto che il bambino fosse in buone condizioni e in assenza di condizioni di rischio), ora la necessità di individuare e gestire precocemente un caso sospetto di COVID-19, in modo da mettere in sicurezza la comunità, richiede una pronta segnalazione di qualunque episodio febbrile o sintomo sospetto del bambino. Tuttavia, la gestione della febbre non è cambiata, e sono valide tutte le indicazioni e raccomandazioni fornite sin qui. 

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Cosa sono i dispositivi anti abbandono integrati in auto?

Scegliere un veicolo con dispositivo anti abbandono integrato può essere una valida alternativa per garantire la sicurezza dei bambini

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Cosa sono i dispositivi anti abbandono integrati in auto?

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I dispositivi anti abbandono integrati rappresentano una novità che si è affacciata da poco sul mercato dell’auto. Scopo di questo articolo è quello di informare sui modelli già esistenti, le tecnologie in uso e il loro funzionamento, ma anche sui progetti in corso d’opera, in modo da aiutare i genitori a orientarsi tra i meandri di una realtà ancora poco nota.


Come funzionano i dispositivi anti abbandono integrati nelle auto?

I modelli auto con dispositivi anti abbandono integrati non sono ancora tra i più diffusi sul mercato, soprattutto in quello europeo dove sono molto apprezzati i dispositivi indipendenti. Nonostante ciò Euro NCAP, ente deputato a valutare la sicurezza dei veicoli, ha affermato che entro il 2025 valuterà con un punteggio migliore, in materia di sicurezza, tutte le auto dotate di tecnologia “child-detection”.

La decisione di dotare i veicoli con sensori anti abbandono è stata fortemente promossa da diversi sostenitori della sicurezza per i bambini in auto, compresa Consumers Union, un’organizzazione senza scopo di lucro che effettua test imparziali sui prodotti.

In attesa di una vera e propria legge, anche negli USA le case automobilistiche hanno unito le forze per accelerare il processo con accordi volontari tra i big del settore. Sul tema, Consumer Reports, rivista statunitense pubblicata dal 1936 da Consumers Union, si esprime dichiarando l’importanza di consegnare le auto già con il sensore anti abbandono attivato, evitando così che lo debbano fare manualmente i genitori. Oggi i dispositivi anti abbandono integrati nei veicoli seguono prevalentemente due logiche:

  • Apertura delle porte
  • Sensori di movimento

Auto con sensore anti abbandono: logica delle porte

Il sistema di promemoria basato sulla logica delle portiere o Rear Occupant Alert si basa sulla rilevazione dell’apertura di una porta posteriore. Se prima della partenza o durante il viaggio si è aperta una portiera posteriore o entrambe, allora allo spegnimento del motore, che sia per prendere un bambino o dei pacchi, l’auto fornisce un avviso che ricorda di controllare i sedili dei passeggeri.

I primi a introdurre questo tipo di sistema sono stati Nissan con il modello Pathfinder e General Motors con il modello auto GMC Acadia, entrambi del 2017, ma ora è utilizzato anche da altre case produttrici come Hyundai, Genesis e Kia.

Dispositivo auto anti abbandono: sensori di movimento

Il sistema dei sensori di movimento, sfruttando la tecnologia a infrarossi, può rilevare il movimento all’interno del veicolo. I modelli dotati di questo sistema rispondono alla percezione di movimento di solito inviando una notifica al conducente sul cellulare o tramite mail.

Inoltre. nel 2019, la Federal Communications Commission ha approvato l’uso della tecnologia radar nel campo della sicurezza dei bambini in auto. Questa tecnologia risulta talmente sensibile da riuscire addirittura a rilevare i movimenti respiratori di un bambino che dorme, rendendo così i sistemi anti abbandono integrati basati sui sensori di movimento ancora più precisi e sicuri.

Dispositivi anti abbandono integrati: una soluzione all'avanguardia


Modelli di auto con dispositivi salva bebè

Come accennato sopra, l’industria automobilistica si sta muovendo a livello globale per aumentare la sicurezza dei bambini in auto e tra le case produttrici che dal 2017 a oggi si sono fatte motore trainante di questo cambiamento sono presenti: General Motors, Fiat Chrysler Automobiles, Ford, Honda, Hyundai, Kia, Nissan, Toyota e Tesla.

  • General Motors ha integrato su Buick, Cadillac e Chevrolet il sistema di promemoria basato sull’apertura della portiera. Il dispositivo è in grado di rilevare se una portiera posteriore è stata aperta fino a 10 minuti prima dell’accensione del veicolo o in qualsiasi momento successivo. Dopo lo spegnimento del motore viene visualizzato un messaggio di promemoria nel quadro di comando, accompagnato da segnali acustici multitono. La logica delle porte funziona, ma deve essere riattivata a ogni nuovo ciclo di accensione: quindi, se il conducente si ferma e spegne il motore, il sistema richiede l’apertura e la chiusura delle porte posteriori per essere riattivato.
  • La funzione Rear Seat Reminder di Toyota funziona similmente a quella della General Motors. Anch’essa rileva se una portiera posteriore è stata aperta entro 10 minuti dall’accensione del veicolo o dopo e avvisa in caso di mancata apertura allo spegnimento. Attualmente questo sistema è disponibile di serie solo su Toyota Highlander.
  • Nissan, dopo aver lanciato il modello Pathfinder, si è posta l’obiettivo di inserire l’RDA (Rear Door Alarm) in tutti i suoi modelli a quattro e cinque porte destinati al mercato americano. Il sistema RDA utilizza dei sensori per monitorare l’apertura e la chiusura delle portiere posteriori, ma si differenzia dagli altri per la presenza di un secondo allarme. Infatti, allo spegnimento del motore, dopo l’accensione dell’apposita spia sulla plancia di comando, se non vengono aperte le porte posteriori scatta un allarme acustico che terminerà solo con l’apertura di almeno una delle due portiere posteriori. Nissan ha annunciato che questo sistema sarà disponibile su tutti i suoi camion, berline e SUV a quattro porte entro il 2022.
  • Honda, sul suo minivan Odyssey 2021, sta introducendo un innovativo sistema che combina un tradizionale promemoria dei sedili posteriori con avviso acustico e visivo sul cruscotto attraverso la visuale offerta da una telecamera. I veicoli dotati del sistema Cabin Watch, infatti, mostrano i sedili posteriori sullo schermo di infotainment centrale, fornendo così un’ulteriore aiuto al conducente. Questo sistema, afferma Honda, sarà applicabile anche retroattivamente al modello Odyssey 2018-2020 con dotazioni simili.

L’uso di entrambi i dispositivi anti abbandono integrati

Alcune case produttrici come Kia e Hyundai stanno cercando di integrare, in modi differenti, entrambi i sistemi di sicurezza anche su uno stesso modello auto.

Per esempio Hyundai, nel 2017, ha comunicato due grandi obiettivi in merito alla sicurezza: integrare la tecnologia della logica delle porte come optional di base nella maggior parte dei modelli entro il 2022 e rendere il rilevamento del movimento una possibilità opzionale per tutti i modelli.

Il funzionamento di un modello dotato di entrambi i dispositivi anti abbandono integrati seguirà il seguente iter: se una delle porte posteriori è stata aperta prima o durante un viaggio, e non dopo lo spegnimento del motore, si accenderà un avviso nel quadro strumenti e verrà emesso un segnale acustico e visivo. Se la porta posteriore non viene aperta e il veicolo risulta bloccato, si attiveranno sensori a ultrasuoni in grado di rilevare il movimento nella cabina posteriore fino a 24 ore. Se questi sensori rilevano movimento, il veicolo suonerà per 25 secondi e invierà un’e-mail o un SMS ai proprietari (abbonati al servizio telematico di Hyundai). Inoltre al rilevamento di movimento seguirà l’allarme sonoro del clacson che sarà ripetuto fino a otto volte.


Dispositivi anti abbandono per auto: progetti futuri

Nei paragrafi precedenti è stata accennata la decisione da parte della Federal Communications Commission di approvare l’utilizzo della tecnologia radar nel campo della sicurezza auto. Due case produttrici che stanno già lavorando al loro utilizzo sono: la Genesis Motor, che afferma di voler rendere disponibile il sistema di rilevamento radar ad alta potenza già nel modello Genesis GV70 del 2022, e Tesla, con il sensore Next-Gen.

Secondo Tesla in un breve futuro sarà possibile capire se un bambino verrà “dimenticato” nell’auto, questo grazie all’ampia lunghezza d’onda del sensore che sarebbe in grado di registrare la dimensione dei passeggeri e capire la differenza tra un adulto e un bambino. Grazie a tecnologie di questo tipo si potranno gestire meglio anche altre logiche di sicurezza come l’apertura degli airbag e il tensionamento delle cinture di sicurezza.

  • Airbag: si potrebbe inserire nei veicoli un’opzione di apertura controllata qualora il passeggero fosse un bambino
  • Cinture di sicurezza: le auto potrebbero essere in grado di proporzionare la tensione della cintura di sicurezza a seconda delle caratteristiche del passeggero

 

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