Tata - autonomia dei bambini in cucina e a tavola

Bambini in cucina: l’autonomia parte dalla tavola

La tavola e la cucina sono ottime palestre di autonomia dove i bambini sviluppano competenze manuali, linguistiche e relazionali

Bambini in cucina: l’autonomia parte dalla tavola

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Tata - autonomia dei bambini in cucina e a tavola
La tavola e la cucina sono ottime palestre di autonomia dove i bambini sviluppano competenze manuali, linguistiche e relazionali

Indice

Per i bambini la cucina rappresenta uno dei luoghi più attraenti della casa. La paura che possano farsi male, però, spesso spinge i genitori a tenerli lontani da questo ambiente, limitando a invitare i più piccoli solo quando è pronto a tavola. Eppure la cucina è un’ottima palestra dove sviluppare le competenze manuali, linguistiche, relazionali, dove poter tramandare la propria cultura e la propria storia familiare.

Fase della dipendenza (0-6 mesi)

Osservando gesti e movenze di genitori e fratelli radunati attorno alla tavola, i bambini assistono sin da piccolissimi ai numerosi rituali famigliari legati al cibo. Nonostante nei primi sei mesi di vita non sia permesso loro di condividere il cibo e la tavola insieme agli altri membri della famiglia, possono comunque iniziare a respirare l’aria di convivialità tipica di quei momenti di ritrovo.
È importante permettere ai più piccoli di partecipare sin da subito, facendoli “sedere” a tavola tra le braccia di mamma e papà, e consentendo loro di odorare i profumi della cucina, ascoltare le chiacchiere e osservare gesti, procedure e rituali. In fascia, in braccio o su un supporto adeguato al loro grado di sviluppo motorio (è opportuno non far sedere i bambini sino a quando non siano in grado di portarsi in autonomia nella posizione seduta), i piccoli potranno prendere confidenza con quel mondo nel quale si troveranno presto coinvolti in modo attivo. L’osservazione, la stimolazione dei vari sensi, faranno maturare nel neonato la curiosità verso il cibo e la condivisione in modo più spontaneo e naturale. Non a caso, quindi, è consigliato allattare anche a tavola, coinvolgendo il piccolo come spettatore. Egli vivrà l’entusiasmo della famiglia nell’atto di condividere il pasto, di apparecchiare la tavola, e di partecipare alle azioni di cura, preparazione e riordino degli spazi.

Fase dell’interesse (6-12mesi)

Ecco che un giorno, dopo aver partecipato a molti pasti e preparazioni, il piccolo mostrerà interesse nel prendere parte al rituale. E così allungherà una mano in modo da raggiungere il cibo nel piatto, oppure cercherà di portare alla bocca il bicchiere o prendere il mestolo. L’interesse del bambino si manifesta e l’adulto attento e accogliente potrà sfruttare tale espressione per condurre il bambino verso la strada dell’autonomia.
Durante i pasti il bambino potrà avvicinarsi alla scoperta del cibo solido iniziando da ciò che più lo rassicura, ovvero il cibo che è stato scelto e selezionato per il resto della famiglia. I sapori saranno quindi familiari, e le azioni compiute dai “grandi” diventeranno guida ed esempio per il piccolo, che, gradualmente, inizierà a farle sue. All’inizio del percorso vivrà la tavola come “scoperta” e il suo nutrimento principale sarà sempre il latte materno. 

Si può anche decidere di non costruire un mondo a parte fatto di cibo e stoviglie per i piccoli, e orari dedicati. Potrebbero essere invece i genitori ad adattarsi alle esigenze dei bambini. Come insegna il pediatra Lucio Piermarini (autore del libro «Io mi svezzo da solo»), l’arrivo di un bebè può essere l’occasione perfetta per educare l’intera famiglia a un sana alimentazione.
Per concedere al nuovo arrivato di assaggiare il cibo che più lo attrae, sarà importante proporre in tavola un pasto adeguato, vario, di ottima qualità, fresco, poco elaborato, leggero e ben presentato. Il bambino condividerà così gusti, gestualità e regole in modo naturale. Allo stesso tempo, l’interesse del bambino sarà investito anche sulle azioni complementari all’atto di mangiare: uso di piatto, bicchiere, forchetta, brocca, mestolo, pietanziera, che saranno come quelli dei grandi, ma in miniatura. L’uso del vetro, ceramica e metallo consentirà al piccolo di prendere confidenza con la prudenza e le caratteristiche dell’ambiente sin da subito. Gli oggetti saranno educativi, aiuteranno cioè il bambino a farsi competente, attento e preciso. L’attenzione dei genitori, quindi, verterà più che altro sulla scelta degli strumenti e sulle loro dimensioni (ottimi i piattini e le posate da frutta, e i bicchieri in vetro robusto).

Fase dell’autonomia parziale (1-3 anni)

Tata - autonomia dei bambini in cucina e a tavola

In questo periodo dello sviluppo, il bambino sarà interessato a rendersi autonomo a tavola, volendo svolgere gran parte dei passaggi in autonomia. Diviene allora fondamentale organizzare l’ambiente: una piccola brocca posta a lato del bicchiere per poter versare l’acqua da sé; una pirofila con le pietanze posta al centro del tavolo in modo da permettergli di servirsi da solo; il proprio piatto, bicchiere e doppio cucchiaino per farsi aiutare quando necessario. L’intervento dell’adulto dovrà limitarsi solo a quelle azioni in cui il bambino non può ancora essere autonomo, come ad esempio tagliare la carne o decidere le dosi. 

Anche nella preparazione del pasto e della tavola il piccolo potrebbe chiedere di essere coinvolto. Questo desiderio va accolto con gioia, concedendo al bambino spazio nelle procedure: lavare la verdura, versare, mescolare, impanare, disporre sulla teglia, porre in tavola posate, pane, tovaglioli, sparecchiare le proprie stoviglie, raggiungere il bavaglino posto su un gancio adatto alla sua statura.
Il pasto che si consuma a tavola ha una lunga storia che il bambino ha il diritto di scrivere insieme al resto della famiglia, e ciò lo aiuterà anche ad alimentare la sua curiosità verso il cibo. Sarà allora importante coinvolgerlo in tutta la filiera: fare la spesa, scegliere il menu, trattare il cibo, cucinare, impiattare e servire. 

Fase dell’autonomia conquistata e da esercitare (3-6 anni)

Quando il bambino diverrà abile e autonomo, desidererà perfezionarsi, e sarà pronto ad assumere anche ruoli di responsabilità. Tutti i passaggi condotti sino ad allora dal genitore potranno quindi essere affidati al bambino.
«In quale competenza mio figlio non è ancora autonomo? Come posso adeguare l’ambiente affinché lo diventi?». È necessario, per i primi anni di vita, adeguare spazi e rituali in modo tale che il bambino possa rispondere al suo volere in sicurezza e autonomia. In questo periodo potrebbe desiderare di sperimentare delle piccole preparazioni, essere nominato servitore per tutti i commensali, poter apparecchiare da solo la tavola, recuperare i prodotti durante la spesa o pagare alla cassa dopo aver ordinato il pane. Si può quindi rendere la cucina utilizzabile anche dai più piccoli frequentatori, spostando, magari momentaneamente, ciò che occorre al bambino affinché sia raggiungibile, oppure predisponendo dei rialzi, come la torretta montessoriana o uno sgabello robusto, in modo da farlo arrivare dove occorre.

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