Amnesia dissociativa transitoria

Amnesia dissociativa: genitori inconsapevoli o bisognosi di aiuto?

Informazioni e suggerimenti per cambiare atteggiamento, combattere l’amnesia dissociativa e diminuire i casi di abbandono in auto

Amnesia dissociativa: genitori inconsapevoli o bisognosi di aiuto?

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Amnesia dissociativa transitoria
Informazioni e suggerimenti per cambiare atteggiamento, combattere l’amnesia dissociativa e diminuire i casi di abbandono in auto
Indice

In questo articolo si illustra il fenomeno dell’amnesia dissociativa: i suoi sintomi, le cause e le conseguenze. Lo scopo è aiutare i genitori a prevenire alcune sue tragiche conseguenze come l’abbandono di minori in auto.


Cos’è l’amnesia dissociativa?

Dal 1998 a oggi, nei soli Stati Uniti, il dimenticare bambini piccoli in auto ha causato oltre 800 decessi. In Italia, anche se meno diffuso, questo fenomeno ha comunque ricevuto una notevole rilevanza mediatica e tali casi di cronaca sono spesso ritenuti “inammissibili” agli occhi dell’opinione pubblica. Gli esperti in ambito psicologico e comportamentale, però, spiegano che incidenti di questo tipo possono essere conseguenza di una forma di amnesia involontaria detta amnesia dissociativa.

Con amnesia dissociativa, o amnesia dissociativa transitoria come suggerisce il nome stesso, si fa riferimento a un disturbo temporaneo che si manifesta con uno o più episodi di incapacità a ricordare informazioni importanti appartenenti alla sfera personale.


Amnesia dissociativa: sintomi di un evento traumatico

Questo tipo di amnesia è sempre potenzialmente reversibile, contrariamente, invece, all’amnesia permanente, causata da danni neurologici che impediscono la conservazione o il richiamo delle memorie.

L’amnesia dissociativa di solito si manifesta nelle ore successive a un evento traumatico o stressante, ma può verificarsi anche dopo molte ore o persino giorni. Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell’ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano, definisce l’amnesia dissociativa «un’amnesia circoscritta, in cui la persona non è in grado di ricordare cosa è accaduto nell’arco di poche ore».

Continuando Mencacci spiega che «Sicuramente il papà che il 4 giugno 2013 dimenticò il proprio figlio di 2 anni in auto stava vivendo una forte condizione di stress. Tale condizione ha fatto sì che nel susseguirsi di atti automatici, che presumibilmente esegue ogni mattina, l’evento di accompagnare il figlio al nido sia stato isolato, “eliminato” dalla lista».

I segnali di questo disturbo sono diversi, ma le evenienze più comuni sono stress e stanchezza, spesso accompagnati da difficoltà a dormire, a concentrarsi e a ricordare le cose, irritabilità e tendenza ad “agire in automatico”.


Diagnosi e trattamento dell’amnesia dissociativa transitoria

Per diagnosticare tale stato vanno prima di tutto escluse alcune condizioni patologiche, come: la presenza di crisi epilettiche, la sindrome dell’amnesia globale transitoria, traumi cranici o l’assunzione di sostanze psicotrope.

Scartata la presenza di condizioni come quelle citate sopra e riconosciuti i segnali tipici dell’amnesia dissociativa, lo scopo del trattamento è quello di alleviare i sintomi e controllare qualsiasi problema comportamentale. In tali circostanze, è importante aiutare la persona a esprimere ed elaborare i suoi ricordi dolorosi e a trovare o sviluppare nuove strategie per gestire il problema.

Il modo più efficace per approcciare questo tipo di amnesia dipende dall’individuo e dalla gravità dei sintomi. Il trattamento spesso raccomandato per l’amnesia dissociativa è la psicoterapia e in particolare la psicoterapia cognitivo-comportamentale. Le tecniche cognitivo-comportamentali, infatti, si sono dimostrate particolarmente utili per il controllo di alcuni sintomi come la gestione dell’ansia e delle crisi d’ira, la ristrutturazione dei pensieri negativi e il miglioramento della comunicazione interpersonale.

 

Stare al fianco di chi soffre di amnesia dissociativa


Bambini dimenticati in auto: psicologia del fenomeno

Attribuire all’amnesia dissociativa transitoria la causa delle dimenticanze in auto di bambini piccoli da parte dei genitori può sembrare un’interpretazione forzata o una giustificazione fuori luogo. Diversamente, giudicare tali genitori irresponsabili o pronunciare la fatidica frase: «Ma come si fa a dimenticare il proprio figlio in auto?» sono interpretazioni che sembrano accettabili.

Tali giudizi, infatti, liberano la nostra mente da un pensiero angosciante e difficile da accettare, ossia che siamo tutti potenzialmente a rischio, pensiero che ci renderebbe insicuri e incontrollabili. Un atteggiamento analitico, né giustificativo né giudicante, invece, rappresenta l’unica strategia in grado di far accettare una realtà scomoda: tali dimenticanze potrebbero capitare anche a noi.

Quanti bambini vengono dimenticati in auto?

Tra il 2011 e il 2018, in Italia, sono deceduti 10 bambini perché dimenticati in auto dai propri genitori. Uno dei maggiori pericoli, in casi come questo, è il rischio di ipertermia, una situazione in cui la temperatura del corpo si alza in maniera esagerata portando, soprattutto nei bambini, alla rapida perdita di una grande quantità di acqua e sali minerali. Questa, oltre a un abbassamento della pressione sanguigna, può portare rapidamente a uno stato di shock e provocare anche la morte.

Secondo la KidsAndCars.org, associazione statunitense impegnata nella campagna d’informazione e prevenzione, l’87% dei decessi riguarda bambini fino ai 3 anni d’età e nel 55% dei casi il genitore era sicuro di aver lasciato il bambino al nido, all’asilo o con la babysitter. La dimenticanza di un genitore, in questi casi, anche se può sembrare assurda, il più delle volte è riconducibile non a imprudenza o avventatezza, ma a un “black-out”.

Per cominciare a progettare qualsiasi iniziativa di prevenzione di tali eventi bisogna innanzitutto accettare che i genitori dei bambini dimenticati in auto siano persone da aiutare. Tali genitori, infatti, oltre al dolore immenso per la perdita del proprio figlio e al peso di inevitabili sensi di colpa, devono anche subire il discredito di una parte della società. Per prevenire l’insorgere di ulteriori traumi duraturi, quindi, queste persone vanno assolutamente aiutate.

Bambini dimenticati in auto: le cause

David Diamond, professore di psicologia, farmacologia molecolare e fisiologia presso la University of South Florida, dal 2004 studia il fenomeno dell’amnesia dissociativa a livello neurobiologico e cognitivo. Diamond è favorevole all’uso dei dispositivi anti abbandono e ha individuato come causa principale della dimenticanza il momentaneo fallimento della memoria prospettica del cervello. Si dice “prospettica” perché questa ha il compito di intervenire quando si verificano le seguenti tre circostanze:

  1. Un individuo programma di compiere un’azione
  2. Tra la progettazione e l’esecuzione dell’azione passa del tempo durante il quale la persona svolge delle attività che non sono legate all’azione che ha in programma di compiere
  3. Non interviene alcun promemoria che indica all’individuo che è giunto il momento di compiere l’azione programmata

Per ridurre al minimo queste dimenticanze, il Parlamento italiano, il primo ottobre 2018, ha presentato la legge n.117 introducendo l’obbligo di installare dei dispositivi anti abbandono in ogni veicolo che trasporti bambini fino ai 4 anni di età, legge poi approvata il 23 ottobre 2019.

Alcuni “trucchi” per non dimenticare i bambini in auto

Al di là dei vari sistemi anti abbandono, obbligatori per legge, per evitare di dimenticare il proprio figlio in auto si possono adottare anche alcuni piccoli accorgimenti come:

  • Parlare con il bimbo durante il tragitto
  • Chiamare il coniuge (o un altro parente) per ricordarsi a vicenda del piccolo
  • Lasciare i propri effetti personali sul sedile posteriore, vicino al bambino
  • Poggiare gli oggetti personali del bambino (pannolini, borse e biberon) sul sedile anteriore
  • Segnare sulla propria agenda di aver accompagnato il bimbo a scuola
  • Aggiungere sveglie e promemoria su PC o smartphone

 

Lasciare un bambino da solo in auto è una delle possibili conseguenze dell'amnesia dissociativa

È possibile prevenire le conseguenze dell’amnesia dissociativa?

Un‘analisi psico-sociologica non può prescindere dal fatto che oggi i genitori siano più soli di quanto non lo fossero negli anni ‘50-60. In passato, ad esempio, molte madri non lavoravano, le famiglie erano di tipo patriarcale e si viveva con i propri genitori (i nonni) che aiutavano e ricordavano ai propri figli, neo genitori, le cose da fare.

Le coppie di oggi sono senza dubbio più indipendenti dalle famiglie di origine, ma dovendo affrontare da sole un maggior numero di responsabilità sono maggiormente sottoposte a stress. Quando gli impegni familiari si sovrappongono alle esigenze lavorative diventa importante imparare a chiedere aiuto. Ciò non significa essere degli irresponsabili, o dei deboli, bensì essere consapevoli del rischio che comporta il fare tutto da soli: irritabilità incontrollata o dimenticanze fatali.

Analizzando i fatti di cronaca che ripercorrono le storie dei bambini dimenticati in auto, emergono alcune considerazioni importanti che mettono in luce quelle che si potrebbero chiamare delle similitudini di contesto:

  • I bambini vittime di tale problema erano solitamente molto piccoli;
  • I bambini erano collocati nell’apposito seggiolino sul sedile posteriore dell’auto;
  • I bambini dormivano durante il trasporto in auto;
  • I bambini vengono spesso dimenticati di prima mattina;
  • I genitori responsabili dell’abbandono spesso hanno condotto una giornata del tutto normale dopo aver dimenticato i bambini in auto. Almeno sino a un evento “scatenante”, che li ha riportati alla realtà del fatto ormai compiuto.

Perché? Le abitudini radicate portano le persone a compiere gesti automatici che limitano il livello di attenzione. Un cambio di abitudini, infatti, soprattutto se episodico, non comporta necessariamente un maggiore livello di attenzione, anzi, di fronte a una routine consolidata, se siamo sotto stress, il cambiamento di azioni quotidiane può far dimenticare quello che accade attorno o ciò che si deve fare.

Strumenti di prevenzione

Per risolvere o perlomeno diminuire i casi di abbandono in auto occorre innanzitutto cambiare atteggiamento e passare dal giudizio al sostegno dei genitori con bambini in età prescolare (quindi sotto i 5 anni).

Tale sostegno non può comunque limitarsi alla legge 117. In questo caso, infatti, come per l’introduzione delle cinture di sicurezza, occorre agire sulla cultura della sicurezza. Inoltre, il termine “sostegno” non deve essere inteso esclusivamente in termini di strumenti di prevenzione di incidenti, bensì in senso più ampio. In particolare, secondo la psicologia dell’emergenza, si parla di sostegno sia in fase di prevenzione di un evento critico sia dopo che l’evento si è verificato.

Secondo tale accezione, le iniziative che da un punto di vista psicologico possono essere attivate per aiutare i genitori di bambini in età prescolare possono essere di due tipi:

  • Formazione finalizzata alla conoscenza dei propri limiti, alla percezione del rischio e alla condivisione in gruppo delle problematiche legate allo stress
  • Flessibilità del mondo del lavoro e promozione dello smart working

 

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