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Bimbi in auto: le risposte alle domande più frequenti

Qual è il seggiolino ideale? Meglio davanti o dietro? Posso tenerlo in braccio? Ecco cosa fare e cosa non fare quando si viaggia con bimbi in auto

Bimbi in auto: le risposte alle domande più frequenti

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Qual è il seggiolino ideale? Meglio davanti o dietro? Posso tenerlo in braccio? Ecco cosa fare e cosa non fare quando si viaggia con bimbi in auto

Al parco come a casa dei nonni, durante la ricreazione o quando sono con la babysitter. L’incolumità dei propri figli è una fonte di preoccupazione costante per i genitori, soprattutto quando i piccoli sono distanti. Questo comportamento protettivo, che talora può diventare perfino eccessivo, si affievolisce quando siamo presenti, portandoci a sottovalutare i rischi di attività solo apparentemente innocue.

Secondo le statistiche, la maggior parte degli incidenti che coinvolgono i bambini avvengono tra le mura domestiche, in particolare in cucina, ma i viaggi in automobile non sono certo da meno. 

Nonostante negli ultimi anni il numero di incidenti sia progressivamente diminuito, infatti, l’obiettivo di ridurre a zero le vittime tra i bambini, fissato dal piano nazionale “Orizzonte 2020” per la sicurezza stradale, rimane ancora lontano.
Nel 2017,
secondo i dati ISTAT, 11.515 bambini sotto i 14 anni sono rimasti feriti in un incidente stradale e 43 di loro hanno perso la vita: 25 viaggiavano in auto mentre gli altri sono stati investiti. Nel contesto della popolazione generale, che nello stesso periodo ha fatto segnare 3.378 decessi, 25 morti potrebbero sembrare un dato confortante. 

Tuttavia, in proporzione al numero di bambini residenti in Italia e alla scarsa frequenza con cui viaggiano in auto, sono cifre consistenti. Nonché decessi facilmente evitabili, essendo spesso il risultato di comportamenti negligenti o imprudenti.

 

Bimbi in auto senza seggiolino: posso tenerlo in braccio?

Le cattive abitudini alla guida possono venire riassunte da una serie di luoghi comuni che interessano chi siede davanti al volante: «Devo fare pochi metri», «Ho il seggiolino nell’altra auto», «Basta la cintura di sicurezza» oppure «Se lo metto nel seggiolino piange». 

E invece, un viaggio in piena sicurezza nasce proprio dalla consapevolezza che fino ai 12 anni i bambini devono sempre viaggiare sul seggiolino o, a seconda del peso e altezza, sul cosiddetto “rialzo” privo di schienale. Anche nei tragitti più brevi. 

I piccoli spostamenti e le velocità ridotte, infatti, sono solo apparentemente innocui: il 75% degli incidenti stradali del 2016 si è verificato nei centri urbani e ha fatto registrare il 45% delle vittime. 

In nessun caso, poi, i bambini vanno tenuti in braccio o sulle gambe, poiché nell’eventualità di un urto o di una frenata improvvisa non si riuscirà a trattenerli. Un altro errore frequente consiste nel posizionare il piccolo tra il proprio petto e la cintura di sicurezza: in caso d’incidente, la sua trazione potrebbe provocargli gravi traumi o lo strangolamento.

Il rispetto dell’uso del seggiolino, pressoché assoluto nei primissimi mesi di vita, diventa sempre più disatteso a mano a mano che il bimbo cresce. Che dipenda dall’insofferenza del (non più così) piccolo passeggero o dalla scarsa propensione del genitore a sostituire il dispositivo, questa tendenza espone il bimbo a rischi maggiori.

 

Quale seggiolino per il trasporto in auto?

Più che in base all’età, il seggiolino deve essere adeguato al peso e alla statura. Caratteristiche e tipologie dei dispositivi sono diverse, motivo per cui più che “seggiolini” sarebbe corretto chiamarli “sistemi di ritenuta per bambini”. 

La normativa UN/ECE R44/04 suddivide le tipologie di seggiolini in cinque gruppi sulla base del peso del bambino. Fino ai 10 chilogrammi il dispositivo ideale è la cosiddetta “navicella”, che permette al piccolo di stare completamente disteso, anche se non è molto diffusa: la maggior parte delle persone, infatti, preferisce acquistare direttamente il dispositivo successivo, chiamato comunemente “ovetto”, e che può ospitare un bimbo fino ai 13 chili. Questa tipologia di dispositivi garantisce una maggiore protezione della precedente ma, nel caso in cui il neonato non riesca ancora a tenere la testa dritta, lo costringe ad assumere una posizione scorretta.

Per i bimbi tra i 9 e i 18 chili, invece, la tipologia di riferimento è la ben nota “poltroncina”. Dopo di questa, si passa ai cosiddetti “rialzi”. Quelli dotati di schienale possono ospitare bambini tra i 15 e i 25 chili, mentre quelli che ne sono privi arrivano fino ai 36 chili ma possono essere utilizzati solo per i bambini di altezza superiore ai 125 centimetri. Superati i 36 chili o il metro e mezzo d’altezza il bambino può viaggiare, sempre seduto nel sedile posteriore, solo con la cintura allacciata.

Una seconda omologazione, che non sostituisce ma affianca la precedente, è la UN/ECE R129 che classifica i seggiolini in funzione della statura del bambino. Gli intervalli di altezza previsti dal regolamento sono: sotto i 105 centimetri (i cosiddetti I-Size), tra i 100 e i 150 centimetri; e infine i seggiolini dalla nascita fino a 150 cm.

Infine, lo scorso 7 novembre 2019 è scattato l’obbligo, per chi trasporta bambini di età inferiore a quattro anni, di utilizzo di dispositivi anti-abbandono, con seggiolini dotati di sensori integrati oppure con accessori complementari in grado di mettere in regola seggiolini tradizionali.

 

Bimbi in auto seduti davanti: quale posizione è corretta?

Diciamolo subito: il posto migliore per i bimbi è quello centrale del sedile posteriore. Tuttavia, ad eccezione della navicella, che può andare solamente sul sedile posteriore, tutti gli altri seggiolini possono essere installati indifferentemente sia sul sedile posteriore che su quello anteriore. 

A seconda del regolamento, l’ovetto va montato nel senso contrario rispetto a quello di marcia almeno fino ai 15 mesi di età, oppure fino al raggiungimento dei 9 chili, per salvaguardare la muscolatura del collo che non è ancora pienamente sviluppata. Al contrario, poltroncine e rialzi sono generalmente installati secondo il senso di marcia. Nel caso in cui la scelta ricada sul sedile anteriore, è importante ricordare di disattivare l’airbag frontale del lato passeggero. Il pallone salvavita, infatti, si apre in pochi millesimi di secondo, ed è tarato per sostenere il corpo di un adulto proiettato in avanti: in caso di incidente, quindi, un bimbo di pochi chili potrebbe rimanere schiacciato dalla pressione, con conseguenze potenzialmente letali.

Per scoprire di più sulle norme da rispettare quando si viaggia con bimbi in auto, leggi la nostra guida completa.

 

Cosa fare durante il tragitto in auto?

Alcune volte i rischi sulla strada si annidano nel tentativo di limitare la noia e placare l’irrequietezza dei piccoli viaggiatori, concedendogli, per esempio, di muoversi a proprio piacimento all’interno dell’abitacolo durante i viaggi più lunghi. 

Ecco perché la sicurezza del viaggio non può prescindere da una pianificazione a misura di bambino. Prima di partire, è bene stabilire una tabella di marcia scandita da un numero adeguato di brevi soste che interrompano la routine del viaggio, siano esse per usare il bagno o anche solo per correre e sfogarsi.
Durante il tragitto, gioco, disegno o lettura – per chi non soffre del mal d’auto – sono dei validi stratagemmi per tenerli impegnati. Purché, oltre al piccolo, non finiscano per distrarre il guidatore: nessun giocattolo o oggetto deve poter volare all’interno dell’abitacolo. 

Infine, è bene ricordare che la fame porta malumore. Per fortuna vale anche il contrario: i più piccoli si fanno corrompere facilmente dal cibo. Pertanto, non solo è necessario programmare delle soste per mangiare, ma si consiglia di portare con sé qualcosa da mettere sotto i denti. Meglio ancora se sfizioso, sempre con un occhio di riguardo alla salute del piccolo.

 

Durante il trasporto, un occhio in più alla sicurezza

Un incidente su sei è causato da disattenzioni alla guida, la maggior parte delle quali è legata all’uso del telefono. Perciò, mani sul volante e occhi sulla strada, soprattutto se ci sono bambini a bordo. Per lo stesso motivo, non bisogna lasciarsi distrarre se il piccolo dovesse iniziare a piangere o a richiedere attenzioni impossibili da soddisfare mentre si è al volante. Piuttosto di voltarsi per verificare la situazione, meglio accostare e tentare di risolvere la crisi in un’area di servizio. La sicurezza passa anche per le chiusure di sicurezza delle portiere posteriori: i bimbi più grandi possono facilmente aprirle mentre l’auto è in movimento. Allo stesso modo, è importante che sia il genitore a decidere l’apertura del finestrino per evitare che il bimbo non si sporga pericolosamente.

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