ipertermia e colpo di calore nei bambini in auto

Ipertermia e colpo di calore nei bambini: sintomi e rimedi

Cosa sono l'ipertermia e il colpo di calore? Sono pericolosi? Ecco come prevenire e riconoscere i sintomi nei bambini

Ipertermia e colpo di calore nei bambini: sintomi e rimedi

ipertermia e colpo di calore nei bambini in auto
Cosa sono l'ipertermia e il colpo di calore? Sono pericolosi? Ecco come prevenire e riconoscere i sintomi nei bambini

Indice

In questo articolo si affrontano due temi importanti in materia di sicurezza dei bambini: ipertermia e colpo di calore. Scopo dell’articolo è illustrare queste problematiche per consentire ai genitori di riconoscere i sintomi, prevenire e in caso di necessità porre rimedio.


Cos’è l’ipertermia?

L’ipertermia è una condizione dell’organismo strettamente collegata alla temperatura corporea. Questa è controllata da una particolare regione del cervello chiamata “centro termoregolatore dell’ipotalamo” e nella maggior parte delle persone assume un valore medio di 36,8 °C (+ o – 0,4 °C), con livelli più bassi alle sei del mattino e più alti alle sei di sera. Il “centro termoregolatore dell’ipotalamo” è definibile come una sorta di termostato del corpo: registra i segnali provenienti dall’esterno e dall’interno del corpo umano per regolare la temperatura in modo che questa si mantenga costante.

L’ipertermia è una situazione in cui la temperatura del corpo si alza in maniera esagerata nonostante il nostro termostato funzioni benissimo. In pratica è come se l’organismo non riuscisse più a regolare la temperatura sui valori da questo impostati. L’ipertermia si sviluppa essenzialmente per due motivi:

  • Una produzione di calore superiore alla norma che l’organismo non riesce a smaltire correttamente
  • Un cattivo funzionamento dei meccanismi di dispersione del calore

Si verifica, quindi, quando avviene una produzione di calore maggiore agli standard corporei o nel caso in cui non si sia in grado di disperderlo.


Cos’è il colpo di calore?

Un esempio di ipertermia è rappresentato dal cosiddetto “colpo di calore”. Di cosa si tratta? È un anormale aumento della temperatura corporea che può essere distinto in due forme: da esercizio fisico e non da esercizio fisico.

Quando si verifica un colpo di calore in assenza di attività fisica si parla di colpo di calore classico, il quale si manifesta tipicamente in neonati, bambini piccoli e anziani. Solitamente si manifesta in estate, a seguito di lunghe esposizioni al sole, o quando tali soggetti si trovano costretti in ambienti poco ventilati e senza aria condizionata.

Il colpo di calore classico è molto comune nei bambini piccoli, soprattutto in combinazione di caldo e umidità, questo a causa della loro superficie corporea ridotta che non permette un’efficace dispersione del calore. In pratica non riescono a mettere in atto i meccanismi di compenso per rispondere a una temperatura esterna elevata. Più i bimbi sono piccoli, meno acqua contiene il loro corpo e meno “riserve di sudore” hanno a disposizione per far fronte al caldo.

Per questi motivi il colpo di calore nei bambini rappresenta un’evenienza molto comune che deve essere prevenuta con attenzione. I dispositivi anti abbandono, per esempio, aiutano i genitori a combattere le tragiche conseguenze dell’amnesia dissociativa, un disturbo che, in alcuni casi, può portare i genitori a dimenticare i bambini piccoli in auto facendo così aumentare il rischio di ipertermia.

Bambino che rischia ipertermia e colpo di calore


Bambini dimenticati in auto sotto il sole

Una tipica situazione in cui si può incorrere nel colpo di calore è il caso di bambini lasciati in auto sotto il sole. Fortunatamente oggi in Italia sono in vigore leggi che impongono l’uso di strumenti di sicurezza come il dispositivo anti abbandono Tata Pad.

Una caratteristica che rende l’ipertermia particolarmente pericolosa è la velocità con la quale evolve. Un colpo di calore, infatti, può essere fatale in poco tempo. La perdita di una grande quantità di acqua e sali minerali, oltre a un abbassamento della pressione sanguigna, può portare rapidamente a uno stato di shock e provocare persino la morte.


Come riconoscere l’ipertermia e il colpo di calore?

L’organismo umano è una macchina quasi perfetta che tende naturalmente all’equilibrio. Questo significa che quando qualcosa minaccia di rompere questo equilibrio, il corpo mette in atto una serie di meccanismi di risposta per cercare di riportare il sistema a una situazione di normalità.

Questo è ciò che accade anche nel caso del colpo di calore. Inizialmente l’organismo risponde all’aumento della temperatura con la cosa più naturale, ossia la sudorazione. Tuttavia c’è un limite oltre il quale si perdono troppa acqua e sali minerali e non si riesce più a sudare.

A questo punto sorgono i guai: c’è poca acqua e non si può sudare, ma fa ancora caldo e il corpo continua ad accumulare calore. Quindi, in poco tempo ci si disidrata. Può venire un gran mal di testa, può scendere vertiginosamente la pressione e si può persino svenire. A volte, poi, il colpo di calore può indurre confusione e portare i bambini ad avere le convulsioni.

Colpo di calore: sintomi nei bambini

Visto che i neonati, o i bambini molto piccoli, non possono spiegare chiaramente come si sentono, i sintomi del colpo di calore devono essere riconosciuti immediatamente dai genitori. lI bimbo può:

  • Avere nausea, mal di testa e crampi
  • Diventare prima pallido poi bluastro (la pressione è bassa e il corpo spinge il sangue verso cuore e cervello “togliendolo” agli altri distretti)
  • Essere irritabile e piangere o al contrario apparire stanco e “abbacchiato”
  • In casi gravi svenire o avere disturbi della coscienza

Inoltre se l’esposizione ai raggi solari è duratura e diretta, insieme al colpo di calore, possono presentarsi possibili ustioni di primo o secondo grado.


Colpo di calore: cosa fare

I rimedi al colpo di calore devono essere messi in atto molto velocemente. In caso di ipertermia, come prima cosa è fondamentale chiamare i soccorsi ai numeri 112 o 113. Successivamente, per prestare soccorso e garantire una maggiore sicurezza questi sono i passi da compiere:

  • Spostare la persona colpita da colpo di calore in un posto all’ombra, più fresco e ventilato;
  • Raffreddare il corpo con spugnature, ventilatori, bagni freddi e, se le si ha a disposizione, coperte termiche;
  • Nel caso di un bambino molto piccolo, lo si può immergere in acqua fresca (ma non ghiacciata) in modo da provare a far scendere la temperatura più velocemente;
  • Se la persona è cosciente e riesce a farlo, si può provare a farle bere acqua a temperatura ambiente a piccoli sorsi, o anche delle bevande arricchite con sali minerali;
  • In caso di svenimento far sdraiare il bambino a terra con le gambe sollevate.
Bambina che rischia l'ipertermia in auto al caldo sotto al sole


Come prevenire l’ipertermia

Il miglior trattamento per l’ipertermia è senza dubbio la prevenzione, quindi con qualche semplice accorgimento è possibile scongiurare questa grave evenienza e godersi la bella stagione senza stress e pericolo. Per evitare di incorrere nel colpo di calore bisogna innanzitutto limitare l’esposizione al sole nelle ore più calde della giornata e preferire degli ambienti aperti e ombreggiati, oppure chiusi ma nei quali è possibile monitorare la ventilazione.

Nel secondo caso si può utilizzare un ventilatore o il condizionatore, ponendo attenzione a tenere la temperatura dell’ambiente vicina ai 23 °C – 24 °C e a non passare continuamente da zone più calde ad altre più fresche e viceversa.
Se contrariamente si decidesse di stare all’aperto in giorni molto caldi ecco alcune accortezze da tenere a mente per sé e per i bambini:

  • Evitare di svolgere attività pesanti o giochi “faticosi” per lunghi periodi di tempo
  • Mantenersi costantemente idratati, bevendo tanta acqua o bevande ricche di sali minerali (evitando bevande che favoriscono la disidratazione come caffè e alcolici)
  • Mantenere un buon grado di idratazione anche nei bambini assicurandosi che bevano costantemente e a sufficienza liquidi freschi, ma non freddi
  • Preferire abiti leggeri e traspiranti, possibilmente con colori chiari
  • Coprire bene la testa con bandane, foulard e cappelli
  • Bagnare ogni tanto la nuca del bimbo per disperdere calore e fare attenzione a qualsiasi campanello d’allarme che indichi una possibile ipertermia
  • Utilizzare sempre creme protettive
  • Privilegiare una dieta ricca di frutta e verdura

Differenza tra ipertermia e febbre

È molto importante distinguere l’ipertermia dalla febbre, in quanto la prima non risponde a nessun tipo di farmaco cosiddetto antipiretico (la tachipirina per esempio), per cui bisogna utilizzare altri mezzi per raffreddare il corpo il prima possibile. Febbre e ipertermia portano allo stesso risultato, ossia un incremento della temperatura corporea, ma le cause sono profondamente diverse.

  • La febbre, infatti, è uno stato di alterazione del nostro sistema di termoregolazione che può verificarsi per cause di natura variabile, tra cui i virus.

Quali sono le conseguenze? Questo “termostato starato” dà a tutto l’organismo un segnale di aumento della temperatura e il corpo risponde mettendo in atto una serie di meccanismi per far sì che ciò avvenga. Chi non ha mai sperimentato i brividi di freddo durante un’influenza? Ecco, quei brividi servono a “scuotere” i muscoli e far sì che producano una maggiore quantità di calore.

  • L’ipertermia, invece, è quella condizione che si instaura quando il termostato funziona bene, ma il calore si accumula nell’organismo o perché il caldo è talmente forte che il corpo non riesce a smaltirlo, oppure perché l’organismo stesso produce tanto calore (gli atleti che corrono le maratone, per esempio, possono incorrere in questo tipo di ipertermia).
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