Il Bluetooth non fa male ai bambini

Il Bluetooth fa male? Analisi sui dispositivi anti abbandono

Il Bluetooth dei dispositivi anti abbandono non è dannoso e risulta più sicuro di molte tecnologie utilizzate quotidianamente

Il Bluetooth fa male? Analisi sui dispositivi anti abbandono

Condividi su facebook
Condividi su whatsapp
Condividi su twitter
Condividi su email
Il Bluetooth non fa male ai bambini
Il Bluetooth dei dispositivi anti abbandono non è dannoso e risulta più sicuro di molte tecnologie utilizzate quotidianamente

Indice

Il Bluetooth è dannoso per i bambini?

I dispositivi anti abbandono come Tata Pad si connettono allo smartphone tramite Bluetooth, dunque la domanda “il Bluetooth fa male?” appare legittima. Soprattutto considerando che alla diffusione di ogni nuova tecnologia, che siano le cuffie Bluetooth, il 5G, gli smartband o gli smartwatch, segue sempre l’inevitabile polemica sulla loro presunta pericolosità.

È bene quindi sfatare alcuni miti e inesattezze che circolano a proposito di questa tecnologia ormai tanto diffusa.


Dispositivi Bluetooth: potenza di trasmissione

Il Bluetooth è una tecnologia del tutto sicura, sia per gli adulti sia per i bambini. Vediamo perché. Il motivo principale è uno: la potenza del segnale è bassa ed è addirittura inferiore a quella di una normale rete Wi Fi casalinga (tecnologia che non presenta alcun rischio per la salute).

Il Bluetooth è infatti diviso in quattro classi in base alla potenza di trasmissione.

Il Bluetooth fa male? Ecco le tabelle con i parametri di sicurezza

La classe 1 è la più alta: si avvicina, nemmeno troppo, alla potenza di un telefono cellulare e riguarda solo dispositivi come i trasmettitori Bluetooth, escludendo dunque auricolari, smartwatch e dispositivi salva bebè come Tata Pad.

Questi dispositivi rientrano infatti nelle classi 2, 3 e 4, e possono essere mantenuti senza troppi problemi vicini al corpo, che poi è lo scopo per cui sono stati progettati.

A validare la sicurezza dei dispositivi Bluetooth sono anche le direttive e i consigli dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che raccomanda l’uso di auricolari e cuffie Bluetooth per chi fa un largo uso del telefono cellulare. Lo scopo? Quello di mantenere quanto più possibile lo smartphone lontano dalla testa e limitare l’assorbimento di onde elettromagnetiche.


Tata Pad, potenza di trasmissione ben 200 volte al di sotto del limite di sicurezza europeo

Per essere ancora più precisi esistono dei numeri, da analizzare nel dettaglio, chiamati valori SAR (acronimo di Specific Absorption Rate, cioè tasso d’assorbimento specifico), che misurano la velocità con cui l’energia viene assorbita dal corpo umano quando viene esposta alle onde radio.

L’Unione Europea ha fissato il valore massimo di SAR a 2 W/kg (watt per chilogrammo). Sotto questo valore, l’esposizione alle onde elettromagnetiche è considerata perfettamente sicura. Tutti gli smartphone in commercio, infatti, non superano tale soglia, anzi, alcuni tra i modelli più recenti si collocano anche al di sotto degli 0,5 W/kg. Tenendo presente che i dispositivi anti abbandono a tecnologia Bluetooth emettono onde dalla potenza davvero bassa, ben al di sotto dei cellulari “più virtuosi”, va da sé che possono essere usati in tutta serenità.


Perché il Bluetooth suscita tante preoccupazioni?

Può sembrare banale, ma la ragione è l’antica quanto radicata paura delle novità. La natura umana è quella di sentirsi più al sicuro in ambienti e circostanze conosciute e di fuggire di fronte all’ignoto.

Ovviamente non si tratta di strategie perfette, ma questi istinti sono utili a spiegare tanti dei nostri comportamenti, spesso contraddittori, come: tenere il Bluetooth sempre attivo nelle macchine, il Wi Fi sempre acceso in casa o l’utilizzo prolungato del cellulare attaccato all’orecchio per poi preoccuparsi della tecnologia Bluetooth dei dispositivi anti abbandono. Sono reazioni comuni, ma per vivere al meglio, in modo sicuro e allo stesso tempo comodo, è sempre utile informarsi e razionalizzare.

Inoltre bisogna tenere a mente che le aziende che strutturano i loro prodotti sulla tecnologia Bluetooth hanno tutto l’interesse a mantenere bassa l’intensità delle onde emesse. Questo sia per la sicurezza sia per aumentare l’autonomia del prodotto che in questo modo incide meno sul consumo della batteria.

In conclusione, si può affermare che è possibile installare i dispositivi anti abbandono Bluetooth sulle auto con una serenità anche maggiore di quella con cui si adopera quotidianamente il Wi Fi.

Ti piace quello che stai leggendo? Condividilo con chi vuoi!
Il Bluetooth non fa male ai bambini

Il Bluetooth fa male? Analisi sui dispositivi anti abbandono

Condividi su

Condividi su facebook
Condividi su whatsapp
Condividi su twitter
Condividi su email

Lascia un commento

Privacy Policy – © 2020 Filo Srl – All rights reserved Filo Srl – Via Marsala 29 H/I, 00185 Rome (RM) – Italy P.IVA/CF:13008741004 – REA: RM – 1417094 – S.C. € 18.178,83