Il Bluetooth fa male? L’analisi sui dispositivi anti abbandono

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Tata - il bluetooth fa male

Dopo un iter legislativo pressoché infinito la Legge Salva Bebè, che sancisce l’obbligo dei dispositivi anti abbandono, è ormai realtà e molti genitori si stanno chiedendo: come funzionano questi dispositivi? Utilizzano la tecnologia Bluetooth? Non sarà dannoso un dispositivo anti abbandono posto proprio dove si siedono i nostri bambini? Sarebbe infatti paradossale mettere al sicuro i bimbi da un rischio per esporli a un altro. Cerchiamo dunque di fare chiarezza.

Il Bluetooth è dannoso per i tuoi bambini?

Un dispositivo anti abbandono come Tata Pad si connette allo smartphone tramite Bluetooth, è dunque normale domandarsi se questa tecnologia sia sicura, anche a contatto con il nostro bimbo che, in pratica, ci si siede sopra. I dubbi sono legittimi, considerando anche che, alla diffusione di ogni nuova tecnologia – che siano le cuffie bluetooth, il 5G, gli smartband o gli smartwatch – segue l’inevitabile polemica sulla loro presunta pericolosità. È bene quindi sfatare alcuni miti e inesattezze che circolano a proposito di questa tecnologia tanto diffusa.

Innanzitutto: il bluetooth è pericoloso per la salute? La risposta è semplice: no.


Si tratta di una tecnologia del tutto sicura, sia per voi che per il vostro bambino. Vediamo perché.
Il motivo principale è uno: intensità e potenza del segnale troppo bassa (notevolmente minore rispetto a quello di una normale rete wi-fi casalinga).

Il bluetooth è infatti diviso in quattro classi in base alla potenza di trasmissione. 

La classe 1 è la più alta: si avvicina – nemmeno troppo – alla potenza di un telefono cellulare e riguarda solo dispositivi come i trasmettitori bluetooth, escludendo dunque auricolari, smartwatch e dispositivi Salva Bebè come Tata Pad.

Questi dispositivi rientrano infatti nelle classi 2, 3 e 4, e possono essere mantenuti senza troppi problemi vicini al corpo, che poi è lo scopo per cui sono stati progettati.

Per validare maggiormente questa tesi, possiamo ricorrere a ciò che consiglia l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). E’ la stessa OMS a raccomandare, ad esempio, l’uso di auricolari e cuffie bluetooth, soprattutto per chi fa un largo uso di telefonate: lo scopo è quello di mantenere quanto più possibile lontano smartphone dalla testa e limitare al massimo l’assorbimento di onde elettromagnetiche.

 

Tata Pad, potenza di trasmissione ben 200 volte al di sotto del limite europeo


Per essere ancora più precisi – e rassicuranti – esaminiamo alcuni valori nel dettaglio.
Esistono dei numeri, chiamati valori SAR (acronimo di Specific Absorption Rate, cioè tasso d’assorbimento specifico), che misurano la velocità con cui l’energia viene assorbita dal corpo umano quando viene esposta alle onde radio. 

L’Unione Europea ha fissato il valore massimo di SAR a 2 W/kg (watt per chilogrammi). 

Sotto questo valore, l’esposizione alle onde elettromagnetiche è considerata perfettamente sicura, infatti tutti gli smartphone in commercio non superano tale soglia, anzi, alcuni tra i modelli più recenti si collocano anche al di sotto degli 0,5 W/kg. 

Tenendo presente che i dispositivi di cui stiamo parlando emettono onde dalla potenza davvero bassissima, ben al di sotto dei cellulari “più virtuosi”, va da sé che possono essere usati con serenità.

Non c’è davvero di che preoccuparsi: fermo restando che anche un cellulare in mano al vostro bimbo non è pericoloso – per lo meno non dal punto di vista delle onde elettromagnetiche – a maggior ragione non lo è stare seduti su dei sensori bluetooth.


Perché allora il Bluetooth suscita tante preoccupazioni?


Può sembrare banale, ma la ragione è l’antica quanto radicata paura delle novità. 

La natura umana è quella di sentirsi più al sicuro in ambienti e circostanze conosciute, di cui è più facile prevedere effetti e implicazioni. Allo stesso modo, una delle nostre strategie di sopravvivenza più ancestrali è quella di fuggire di fronte all’ignoto. Ovviamente non si tratta di strategie perfette e ciò che era statisticamente efficace ai tempi in cui l’Homo Sapiens ha iniziato a vagare sulla Terra non lo è necessariamente più ai giorni nostri, ma questi istinti sono utili a spiegare tanti dei nostri comportamenti e delle nostre reazioni. Allo stesso modo in cui guardiamo con diffidenza le novità tecnologiche, siamo infatti anche portati a sottovalutare altri rischi magari più reali, perché sono legati ad abitudini che consideriamo ormai innocue, socialmente accettate, o che fanno parte della nostra routine, come guardare film da sdraiati con il pc sulle gambe. 

In pratica, i nostri istinti – che per carità, ci hanno fatto arrivare fin qui, e lungi da noi parlarne male – ci portano ad avere comportamenti anche contraddittori, come tenere il bluetooth sempre attivo nelle macchine e il wi-fi sempre acceso in casa, o a lasciare che i nostri bimbi, anche molto piccoli, giochino con lo smartphone, per poi preoccuparci di tecnologie come il bluetooth che hanno emissioni di gran lunga inferiori. 

Sono reazioni comuni, ma per vivere al meglio, in modo sicuro e allo stesso tempo comodo, è sempre utile informarsi e razionalizzare.

Un altro punto da toccare è quello della mera convenienza economica. Le aziende che adoperano il bluetooth (dai cardiofrequenzimetri agli smartwatch, dai dispositivi anti abbandono agli auricolari)  hanno tutto l’interesse a mantenere molto bassa l’intensità delle onde emesse, perché in questo modo cala di molto anche il consumo di batteria, a tutto vantaggio dell’autonomia, che è un grande must per questo tipo di prodotti, come ha sottolineato di recente anche Kenneth Foster dell’Università della Pennsylvania.

In conclusione, installate i dispositivi anti abbandono sulle vostre auto con una serenità anche maggiore di quella con cui adoperate il wi-fi

“La potenza impiegata nel bluetooth è semplicemente troppo bassa per danneggiare qualsiasi tessuto biologico con i meccanismi che conosciamo al momento e se fosse pericoloso dovrebbe esserlo in modi che nessuno ha mai immaginato" [...] “La frequenza delle onde impiegate è molto simile a quella del wi-fi, ma la potenza utilizzata va da un decimo a un centesimo. In pratica è come un wifi leggero”

John Moulder, biologo esperto di radiazioni dell’università del Wisconsin

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Tata è un cuscino Salva-Bebè dotato di Intelligenza Artificiale. L’unico in grado di riconoscere le diverse situazioni di pericolo. È il sistema anti-abbandono più efficace sul mercato. 

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