Tata - primo libro

Il mio primo libro

Per avvicinare i bambini ai libri non servono particolari stratagemmi, basta lasciare aperto lo spazio per pensare, inventare e giocare

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Tata - primo libro
Per avvicinare i bambini ai libri non servono particolari stratagemmi, basta lasciare aperto lo spazio per pensare, inventare e giocare

Indice

Un buon rapporto con i libri comincia fin da piccoli, forse addirittura con le prime filastrocche ascoltate nel pancione.
Di letture adatte, infatti, ce ne sono per ogni età. Per chi si relaziona per la prima volta con l’oggetto-libro ben venga un inizio con dei morbidi volumi di stoffa e, a seguire, cartonati di piccolo formato a misura di mani di bimbo e con gli angoli arrotondati.
Scegliere osservando i propri figli è l’approccio ideale, senza mettere confini troppo marcati e senza preoccuparsi se un bambino di 7 anni guarda ancora con interesse gli albi destinati al fratello più piccolo, o se il piccolo è incuriosito dai libri dei grandi: non è affatto un problema. Inoltre, se i libri fanno parte del contesto quotidiano, sarà naturale per bambini e bambine considerarli parte della propria esperienza di crescita.
È fondamentale, perciò, avere fiducia nei piccoli e fare in modo che abbiano la possibilità di mettersi alla prova come lettori, il che non vuol dire imparare a leggere prima della scuola, ma avere a portata di mano libri da toccare e osservare per riflettere e sperimentare, senza forzature da parte degli adulti. Adulti che, inoltre, dovranno evitare di mettere il piacere della lettura in competizione con altri interessi, facendo attenzione che in famiglia possa esserci spazio per numerosi passatempi.

Quale libro?

Ci sono ottimi libri per ogni tipo di lettore. Essere curiosi è la chiave giusta per captare gusti e passioni specifiche, che non sempre, però, coincidono con quelle del resto della famiglia.
Naturalmente è preferibile mettere a disposizione prodotti di qualità: illustrazioni sciatte e storie raffazzonate sono letture destinate a essere consumate presto, senza lasciare una traccia. Meglio curiosare tra gli scaffali di librerie specializzate o nei reparti dedicati all’infanzia, dove i librai scelgono con cura cosa proporre. L’ideale sarebbe mettere a disposizione un catalogo ricco e vario, senza imposizioni.
Con un bambino nasce anche un nuovo lettore, e per coinvolgerlo non servono cose complicate: basta un assortimento di materiali, due forme colorate, una linea. Elementi essenziali ma di grande contenuto, che divertono e appassionano senza bisogno di artifici, senza essere invadenti o iperstimolanti, ma lasciando aperto lo spazio per pensare, inventare, giocare.
Per cominciare bene il viaggio tra i libri ecco un primo assaggio di quelli che possono essere considerati i “nuovi classici”: tre prelibatezze a opera di artisti e designer che hanno rivoluzionato l’idea di libro e l’approccio alla lettura, e che superano indenni il passare del tempo.

“I prelibri”, di Bruno Munari, Corraini Edizioni

Tata- primo libro - I prelibri

Dodici piccoli libri quadrati, senza parole, senza disegni, con pagine da sfogliare e moltissime cose da dire, si chiamano tutti “Libro” ma sono uno diverso dall’altro e se li prendi al contrario non sbagli mai. Possibile? Sono i famosi “prelibri” pensati dall’artista e scrittore Bruno Munari per tutti quei bambini che non sanno ancora leggere, ma che sanno toccare, guardare e ascoltare.
I più piccoli sono osservatori raffinati e avranno il loro bel da fare a saggiare il campionario di materiali, esplorando superfici e divertendosi a curiosare tra pagine con fori, cordicelle e bottoni. Libri con cui i bambini possono interagire in autonomia senza che sia necessaria la mediazione dell’adulto. Libri fatti di carta, cartoncino, cartone, legno, panno, spugna, plastica trasparente; ognuno rilegato in modo diverso, ognuno con una spiccata personalità e qualche elemento sorprendente.
L’idea dell’autore è proprio quella di mettere i bambini nella condizione di avere esperienze positive e interessanti dall’esplorazione dell’oggetto-libro, in modo da cominciare ad assaporare il piacere di imparare nel migliore dei modi. Un progetto rivoluzionario che ha radici nel percorso creativo dell’eclettico artista, nella sua esperienza di genitore, che realizzerà i primi libri per il figlio Alberto, e nella sua convinzione dell’importanza del ruolo di arte e cultura nella società, ossia stimolare il pensiero libero e la partecipazione attiva, proprio come attiva è la lettura di questi libri.
Pubblicati per la prima volta da Danese nel 1980, si presentano in un’unica confezione, oggi editi da Corraini con copertina firmata da Katsumi Komagata, graphic designer e a sua volta interessante progettista di libri.
Oggetti di culto per gli addetti ai lavori ma che meritano di essere messi nelle mani per cui sono stati pensati, affinché bambini e bambine possano sperimentare fin da piccoli il gioco e la curiosità come mezzi di conoscenza.

“Piccolo blu e piccolo giallo”, di Leo Lionni, Babalibri

Tata - primo libro - Piccolo blu e piccolo giallo

Per intrattenere due vispi nipoti sul treno, un signore s’inventa di strappare dei pezzetti di carta dalla pagina di una rivista e raccontare una storia. Siamo nel 1959, quel nonno è Leo Lionni, artista poliedrico e importante graphic designer che comincia la sua carriera nel mondo dei libri per l’infanzia dando vita a quello che oggi è conosciuto come un best seller a livello internazionale. Il gustoso episodio è raccontato dallo stesso Lionni nell’autobiografia “Tra i miei mondi”, interessante lettura ricca di aneddoti e suggestioni. Così è nato “Piccolo blu e piccolo giallo” la famosa storia di due amici e di un abbraccio potentissimo, che trasforma, turba e arricchisce la comunità.
Con naturalezza fluisce in questo lavoro tutta l’esperienza raccolta in una vita, gli anni come grafico pubblicitario e gli studi sulla percezione visiva. Sono infatti pagine essenziali dove la potenza del linguaggio visivo è sfruttata al meglio, pochi elementi scandiscono il ritmo, le forme elementari hanno un incredibile potere narrativo. Poi la proporzione delle figure, la loro posizione all’interno della pagina: ogni dettaglio ha una funzione. Un racconto universale che proprio nell’impostazione grafica e nell’uso dello spazio ha la sua forza, un linguaggio immediato perfetto per lo sguardo dei piccoli e una storia toccante sull’incontro con l’altro che continua a essere significativa e attuale.

“Harold e la matita viola”, di Crockett Johnson, Camelozampa

Tata - primo libro - Harold e la matita viola

Dopo decenni di assenza dagli scaffali delle librerie è finalmente tornato in Italia “Harold e la matita viola”, di Crockett Johnson. Con una semplice linea colorata il piccolo Harold crea ambienti e figure, entra in nuovi mondi: pochi tratti essenziali per animare lo spazio bianco mentre il testo segue il pensiero del protagonista. Un inno al potere dell’immaginazione, alla capacità di gestire gli imprevisti e avere sempre un’idea in più per continuare il gioco.
Tutto ha inizio con il desiderio di una passeggiata al chiaro di luna, e se la luna non c’è, Harold provvede con la sua matita viola. Ma quando ci si lascia trasportare dalla fantasia non sempre si ha il controllo della situazione, e anche in queste pagine non mancano le sorprese. Cosa succede, per esempio, se da un tremolio inaspettato nasce una linea ondulata? Il piccolo Harold si trova a dover fare i conti addirittura con l’oceano.
Un’avventura avvincente nel continuo botta e risposta tra situazioni inaspettate e nuove soluzioni create sul momento. Quanto potere può avere una semplice matita? I bambini lo sanno bene: con l’immaginazione si costruisce un mondo.
Grazie alla casa editrice Camelozampa per la prima volta saranno pubblicati tutti i sei titoli della fortunata serie, alcuni dei quali ancora sconosciuti ai lettori italiani: un’edizione di grande formato, fedele all’originale, con copertina cartonata più accessibile anche per i primi lettori. E dopo l’attesissimo arrivo di “Harold e la matita viola” è ora disponibile anche “La fiaba di Harold”, e a breve “Il viaggio spaziale di Harold”. Un classico che dagli anni Cinquanta ritorna in splendida forma, con tutta la sua freschezza ancora attuale.

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