GenitHeroes - Il podcast di Tata - Tecnologia & Apprendimento ep.4

Facciamo un cartone animato

Il segreto per non essere succubi e nelle mani della tecnologia è quello di possederla, non limitandosi a subirla in modo passivo.

Facciamo un cartone animato

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GenitHeroes - Il podcast di Tata - Tecnologia & Apprendimento ep.4
Il segreto per non essere succubi e nelle mani della tecnologia è quello di possederla, non limitandosi a subirla in modo passivo.

Benvenuti al quarto appuntamento di Tecnologia & Apprendimento, oggi proviamo a guardare la tecnologia come ad una preziosa possibilità per i nostri bambini di fare cose straordinarie e di rispondere ad interrogativi che, grazie ai supporti mediatici, possono trovare risposte davvero soddisfacenti. 

Marta ha sette anni ed è nel pieno di quello che Maria Montessori definì periodo cosmico. I bambini tra i 6 e i 12 anni vivono un periodo di sviluppo che li vede impegnati nella ricerca di risposte a grandi interrogativi che nascono nella loro mente rispetto a temi più svariati: la natura, la storia, il corpo umano, la legge, la religione, la morte, la guerra, l’amore. Le domande sorgono nei momenti più disparati ad esempio durante un pasto quando ti chiedono “come ho fatto ad arrivare nella pancia della mamma?” O passeggiando esordiscono con la domanda “ma perché le foglie degli alberi sono verdi e i petali dei fiori sono viola?”. Ma anche durante un viaggio, sotto la doccia o prima di addormentarsi. In questa fase della crescita i bambini ritengono che gli adulti che vivono con loro abbiano tutte le risposte e siano custodi di tutto il sapere. 

Purtroppo si accorgeranno presto che non è proprio così, ma fino ad allora dar loro delle risposte o ricercare soluzioni insieme è un’occasione da non perdere per mantenere in vita la fiammella della loro curiosità. “Il bambino è padre dell’uomo” amava ricordare Montessori, invitandoci a riflettere sul fatto che l’uomo che vorremmo abitasse la società di domani nasce dal bambino che la abita oggi. Pertanto per avere una società curiosa attenta e saggia occorre custodire con tutta la forza possibile la curiosità l’attenzione e la saggezza dei bambini. Dicevamo, Marta 7 anni e guardando un cartone animato dice “papà ma come hanno fatto i personaggi del cartone a entrare nella televisione? Cioè, sono proprio veri? Non capisco.. com’è che funziona che non riesco a capire?”. A questa domanda il papà cerca la risposta migliore e dice: “facciamo un nostro cartone animato, così lo capiamo bene!

 

Possedere la tecnologia, invece di subirla

GenitHeroes - Facciamo un cartone animato

Abbiamo tutto ciò che ci occorre: fantasia, fogli, matite, gomma, smartphone e PC”. Qualche anno fa io mi presentai dalla mia nonna che è stata una grande sarta con in mano la macchina da cucire che avevo ricevuto in regalo per il mio compleanno e quando le chiesi di mostrarmi qualche trucco per imparare a cucire bene mi rispose: “d’accordo smontala, poi la usiamo”. Sapere com’era fatto il macchinario la sua struttura e il suo potenziale, secondo la sua saggezza, mi avrebbe fatto comprendere il movimento del filo e il funzionamento dell’ago e avrei saputo dove intervenire in caso di intoppo. E così è stato. Il segreto per non essere succubi e nelle mani della tecnologia è quello di possederla, non limitandosi a subirla in modo passivo. Bisogna conoscerne il potenziale così come i limiti, e saperla sfruttare al massimo per raggiungere i propri obiettivi. 

Tornando a Marta e il suo papà eccoli pronti per la creazione di un cartone animato fatto in casa. Da cosa si parte? Prima di tutto occorre inventare una storia ponendosi alcune domande, quali: chi sono i personaggi? Dove si trovano? Che cosa succede? A questo punto occorre rappresentare la prima scena quella di apertura su un foglio di carta o su una parete-lavagna. Ora bisogna chiedersi: come si muove il nostro personaggio? Deve magari chinarsi? Voltarsi? Arrabbiarsi? E a seconda della sceneggiatura modificheremo l’immagine prodotta per far cambiare posizione al personaggio. Ogni tavola, ovvero ogni disegno, bisogna fotografarlo con il cellulare o con una macchina fotografica digitale per poi poterlo trasferire su PC. 

È importante guidare il bambino verso l’invenzione di una storia molto semplice e breve perché il risultato sia soddisfacente e raggiungibile in un paio di ore di lavoro. Questo esercizio gli permetterà di comprendere quale immensa mole di lavoro stia dietro ad un cartone animato che dura un’ora intera. Ad esempio potrebbe essere la storia di un uccellino che esce dal nido per provare a volare, quando arriva vicino al suolo riesce a frullare le ali tornare in quota e spiccare il suo primo volo verso il sole. È importante che ciascun disegno fermi ogni piccolo movimento del nostro personaggio; ad esempio se sei un personaggio sta camminando e scivola su una buccia di banana, dovremo disegnare passo passo il movimento della gamba che si sposta l’espressione del volto che cambia, delle braccia che si muovono, l’istante in cui sta per mettere il piede sulla buccia, quello in cui lo mette, poi quando lo sposta in avanti, quando perde l’equilibrio e così via. 

Quando tutte le scene sono state fotografate occorre trasferire le immagini su PC e con un semplice programma di montaggio video unirle per vederne l’animazione. Ammirare ad esempio il nostro uccellino come se volasse per davvero. A questo punto ci si può sbizzarrire arricchendo il video con suoni, rumori, voci narranti registrate, introducendo così il bambino ad esempio anche al mondo del doppiaggio; effetti speciali e quant’altro. Se volete sulla pagina YouTube Montessori in chiaro potete vedere un esempio di cartone animato fatto in casa. 

Una volta concluso il progetto per festeggiare l’evento possiamo organizzare una prima visione familiare, proiettando il cartone animato dopo aver allestito una speciale sala cinematografica: seggiolini, popcorn fatti in casa e perché no biglietti di ingresso da far ritirare ad un membro della famiglia nominato “maschera del cinema”. Su questa linea è possibile guardare alla tecnologia con uno sguardo nuovo pensandola come strumento di espressività, di studio, di ricerca e anche di condivisione. Facciamo qualche esempio. Augurandosi che presto si possa fare una piccola vacanza, potremmo chiedere al nostro bambino di occuparsi della documentazione affidandogli così anche un ruolo di responsabilità: segnare i nomi delle città, monumenti visitati spiagge o montagne esplorati, filmando fotografando immortalano momenti indimenticabili e prendendo anche semplici appunti per costruire un piccolo diario di viaggio da elaborare una volta rientrati a casa tramite l’aiuto di PC e di stampante. Allo stesso modo scattare fotografie con il cellulare può rivelarsi un’ottima occasione formativa, nel momento in cui tale attività venga svolta con impegno, scelta, motivazione e anche un po di fatica. Durante un’occasione speciale permettiamo al bambino di fotografare chiedendo a lui di farlo però con un obiettivo, come ad esempio quello di scattare una serie di immagini tra le quali dovrà scegliere quella più bella da un punto di vista tecnico: luci, inquadrature, espressioni, dettagli; sulla quale potrà lavorare ad esempio cercando di migliorarla con un semplice programma di fotografia per poi costruire o reperire una cornice adatta (educando così anche al senso estetico), e una collocazione adatta del prodotto all’interno della propria abitazione o a casa dei nonni come regalo di Natale. 

I bambini naturalmente amano approfondire, uscire da quella che viene definita comfort zone per poter crescere ed apprendere cose nuove. Sta a noi adulti educarli nella curiosità nella pazienza e nella ricerca del dettaglio perché le esperienze, i materiali, gli strumenti e le occasioni non scivolino tra le loro mani, ma perché possano lasciare tracce significative che li accompagneranno per tutta la vita.

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