Tata - Gestione dello stress

Stress: è giusto combatterlo?

Apprendere cosa ci stressa e quali sono gli effetti che lo stress produce sul nostro corpo sono le premesse indispensabili per riuscire a gestirlo

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Apprendere cosa ci stressa e quali sono gli effetti che lo stress produce sul nostro corpo sono le premesse indispensabili per riuscire a gestirlo
Indice

Oggigiorno si sente parlare sempre più spesso di stress. Solo in pochi, però, sanno in realtà di cosa si tratta, visto che di solito le cause dello stress vengono attribuite esclusivamente a circostanze esterne.
Con il termine “stress” si intende una risposta psicofisica del nostro organismo a ogni tipo di forte sollecitazione: ciò sta a significare che esiste anche uno stress di tipo positivo. Per esempio, molti dei grandi eventi della vita come il proprio matrimonio, la nascita di un figlio o un nuovo lavoro, anche se piacevoli, possono risultare particolarmente stressanti.
Quando gli stimoli, chiamati stressor, favoriscono una maggior vitalità dell’organismo, si parla di stress positivo. In tal caso lo stress si definisce “eustress”. Quando invece gli stressor sono nocivi e possono portare a un abbassamento delle difese immunitarie, si parla di “distress”.

In base alla durata dell’evento stressante è possibile distinguere due categorie di stress
:

  • Stress acuto, ossia quando lo stimolo ha una breve durata e si verifica una  sola volta
  • Stress cronico, ovvero quando lo stimolo dura a lungo e permane nel tempo, costituendo così un ostacolo al perseguimento degli obiettivi personali 

Stress e varianti

Il comportamento e le emozioni non sono determinati dagli eventi esterni, ma da come vengono percepiti e rappresentati. Questo significa che uno stesso evento può risultare stressante per qualcuno e non per altri, oppure può risultare più o meno stressante a seconda della fase della vita in cui ci si trova.
Lo stress si può anche manifestare in modo differente a seconda dello stato di salute, della propria storia personale, dell’intensità o della frequenza degli stimoli stressanti. E ovviamente può anche dipendere da fattori esterni di tipo ambientale o fisico. Tra questi, per esempio, ambienti molto rumorosi, livelli di inquinamento elevati, malattie organiche o eventi straordinari come terremoti e cataclismi. Pensieri ed emozioni in particolare, poi, hanno un ruolo fondamentale nel potenziare o mantenere lo stress.

Sintomi dello stress

Risulta  difficile fornire un elenco esaustivo di tutti i sintomi correlati allo stress essendo questo legato alla percezione soggettiva di un evento. Può essere comunque utile illustrare i più frequenti. Prima distinzione da fare, come nel caso dell’ansia (a volte conseguenza dello stress), è quella tra sintomi fisici e sintomi  psicologici . 

Nel caso dello stress, inoltre, è opportuno illustrare anche le possibili conseguenze comportamentali.

Sintomi fisici

  • mal di testa
  • mal di schiena 
  • tensione nel collo e nelle spalle 
  • dolore allo stomaco
  • tachicardia
  • abbassamento delle difese immunitarie 
  • sudorazione delle mani
  • capogiri


Sintomi psicologici

  • ansia
  • rabbia
  • pianto frequente
  • senso d’impotenza
  • disturbi dell’alimentazione
  • depressione
  • problemi sessuali

Tra le conseguenze comportamentali di tali disturbi ci sono: un’alimentazione compulsiva, l’assunzione frequente di alcolici, un atteggiamento critico verso gli altri e comportamenti aggressivi. Inoltre, in alcuni casi, può manifestarsi una forma di amnesia involontaria definita amnesia dissociativa, fenomeno che negli ultimi anni è tristemente balzato agli onori della cronaca per i casi di abbandono involontario di bambini in auto.

Discorso a parte merita il disturbo post traumatico da stress, che si manifesta  in conseguenza del verificarsi di una situazione estrema in cui la persona ha vissuto, assistito, o si è trovata a confrontarsi con eventi che hanno implicato morte o minaccia di morte. Tale disturbo emerge nel corso di un’esperienza traumatica e nel mese successivo all’evento.

Per diagnosticare un sintomo come disturbo post traumatico da stress si devono verificare alcuni criteri tra i quali:

  • Esposizione a una situazione di forte minaccia alla vita o all’integrità fisica, per se stessi o per gli altri (per esempio terremoti, violenza sessuale, rapimenti, incidenti, e così via)
  • Comparsa di pensieri “dissociativi”
  • Difficoltà a provare emozioni
  • Irritabilità
  • Difficoltà di concentrazione

Stress da lavoro

Lo stress legato all’attività lavorativa si manifesta quando le richieste dell’ambiente di lavoro superano la capacità del lavoratore di affrontarle o controllarle. Sul piano psicologico, lo stress da lavoro è un processo nel quale lo stress diventa una strategia di risposta difensiva alla tensione accumulata nel contesto socio-lavorativo.

Lo stress inserito in un contesto lavorativo, e/o derivante da questo, quando  determina un logorio psicofisico ed emotivo, con vissuti di demotivazione, di delusione e disinteresse con concrete conseguenze nella realtà lavorativa, personale e sociale dell’individuo, si definisce “burnout”. 

LAgenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ha definito i fattori più comuni che possono determinare stress legato ad attività lavorativa. Tra questi vanno ricordati:

  • Carichi di lavoro eccessivi o insufficienti
  • Tempi troppo ristretti per svolgere il lavoro in modo soddisfacente sia per gli altri che per se stessi
  • Ricompensa insufficiente o non proporzionale al lavoro svolto
  • Impossibilità di esprimere critiche
  • Responsabilità gravose non accompagnate da poteri decisionali
  • Assenza di collaborazione e sostegno da parte sia dei superiori sia dei colleghi
  • Precarietà del posto di lavoro, incertezza della posizione occupata

Quando lo stress da lavoro condiziona in modo molto forte la nostra vita quotidiana (burnout), diventa necessario un aiuto esterno. Purtroppo, però, spesso si pensa ancora che chiedere aiuto rappresenti un segno di debolezza. Il contrario: appoggiarsi a uno specialista è segno di grande maturità e autoconsapevolezza dei propri limiti e capacità.

 

Conseguenze dello stress prolungato

Spesso accade che gli effetti dello stress, quando è cronico, passino inosservati. Capita frequentemente che la spiegazione di nostri malesseri e malattie, delle quali non riusciamo a trovare la causa, sia da ricercare proprio nell’accumulo di tensioni. La nostra attenzione si concentra così sulla ricerca di farmaci per affrontare patologie che, invece, non di rado sono attribuibili unicamente allo stress.
Gli effetti dello stress sul corpo sono più potenti di quanto si possa pensare. Lo stress cronico, ad esempio, ha gravi effetti sul sistema ormonale e può influire sull’insorgere del diabete. O ancora, dietro alle cefalee ricorrenti, all’insonnia o a una determinata allergia di cui non comprendiamo la causa può insediarsi proprio lo stress, nemico conosciuto, ma non percepito. Non solo. Periodi di lavoro particolarmente stressanti, insoddisfazioni nelle relazioni di coppia, mobbing, lutti o momenti di particolare indecisione possono essere accompagnati da dolori alla schiena che risultano resistenti a rimedi farmacologici. Ma gli effetti dello stress prolungato sul corpo riguardano in particolar modo il sistema immunitario. Lo stress, se non gestito bene e se perdura nel tempo, riduce, infatti, la risposta immunitaria, rendendo così più vulnerabili a raffreddore, allergie, herpes, ecc.

Stress e malattie autoimmuni

Molti medici e psicologi hanno da tempo avanzato l’ipotesi che ci sia un nesso tra un periodo prolungato di stress e lo sviluppo di patologie come per esempio ulcere e ipertensione. La correlazione tra stress prolungato e malattie autoimmuni, però, pur essendo stata accertata da alcuni studi, non ha permesso ancora di affermare che lo stress ne sia la causa. Le ricerche hanno comunque rilevato l’esistenza di un rischio più elevato di sviluppo di alcune malattie (celiachia) rispetto ad altre (artrite reumatoide). È emerso inoltre che, soggetti di età inferiore ai 33 anni, che manifestano disturbi da stress, hanno una probabilità maggiore di insorgenza di malattie autoimmuni rispetto a individui di età superiore. 

Gestione dello stress

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Lo stress è qualcosa di estremamente soggettivo. Una situazione identica può risultare stressante per una persona, ma può essere del tutto indifferente per un’altra. Conoscere le proprie priorità, apprendere cosa ci stressa e quali sono gli effetti che lo stress produce sul nostro corpo sono quindi le premesse indispensabili per riuscire a gestirlo.
Uno stress eccessivamente prolungato o addirittura cronico può avere un forte impatto sulla salute dell’organismo. L’accumulo di forti tensioni non riconosciute, o non gestite, può favorire lo sviluppo di varie malattie (come ipertensione, attacchi di cuore, ulcere e dolori alla schiena).
Per prevenire l’aumento dei sintomi che potrebbero provocare malattie correlate al burnout, inoltre, può essere utile confrontarsi con altre persone che hanno vissuto o stanno vivendo la stessa situazione. O almeno cercare di non isolarsi.
La risposta più funzionale al nostro benessere e alla gestione dello stress negativo è la presa di coscienza di aver bisogno di fermarsi e rilassarsi, di chiedere aiuto. La  peggiore? Reprimere emozioni come rabbia e tensione, o  adottare abitudini poco salutari, come fumare o abusare di alcolici.

Le basi per la gestione dello stress sono: 

  1. Determinare l’origine dello stress
  2. Individuare il segnale del corpo associato all’accumulo delle tensioni
  3. Spostare l’attenzione dal sintomo al respiro
  4. Rivolgersi a uno specialista

Rimedi allo stress

1) Il training autogeno di Schultz, composto da sei esercizi guidati, è utile per:

  • contrastare gli effetti dello stress
  • gestire le emozioni
  • instaurare un dialogo interno con il proprio corpo e portare tranquillità dentro se stessi

Il rilassamento muscolare di Jacobson è ideale per: 

  • chi soffre di disturbi del sonno
  • combattere lo stress quotidiano
  • regolare rabbia e aggressività

2) La meditazione (mindfulness) è una pratica di derivazione buddista che attraverso esercizi specifici permette di aumentare la propria consapevolezza e guardare i pensieri negativi con distacco. Inoltre porta l’attenzione al momento presente, nel qui e ora, in modo non giudicante. La pratica mindfulness è utile per:

  •  gestione e riduzione dello stress
  •  attacchi di panico
  •  disturbi dell’alimentazione
  •  gestione delle emozioni

3) In casi gravi o di stress cronico un rimedio è la psicoterapia. In caso di patologie legate allo stress è consigliabile una cura farmacologica e una dieta alimentare specifica.

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