Congedo Parentale Straordinario

Congedo parentale straordinario [Guida Completa]

La guida completa al congedo parentale straordinario: cos'è, come funziona e come richiederlo. A cura del nostro autore Paolo Ballanti, Consulente del Lavoro

Congedo parentale straordinario [Guida Completa]

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Congedo Parentale Straordinario
La guida completa al congedo parentale straordinario: cos'è, come funziona e come richiederlo. A cura del nostro autore Paolo Ballanti, Consulente del Lavoro
Indice

Cos’è il congedo parentale straordinario

Il congedo parentale straordinario, o congedo parentale covid, è un periodo di assenza dal lavoro retribuito dall’INPS, di durata non superiore a trenta giorni introdotto dal Decreto “Cura Italia” a seguito del diffondersi del virus SARS-COV-2, spettante ai genitori di figli di età non superiore a dodici anni che siano: 

  • Lavoratori dipendenti del settore privato; 
  • Collaboratori iscritti in via esclusiva alla Gestione separata INPS (che non siano anche lavoratori dipendenti o pensionati);
  • Lavoratori autonomi iscritti all’INPS;
  • Dipendenti pubblici. 

Possono assentarsi dal lavoro per trenta giorni (ma non vengono retribuiti) i dipendenti privati genitori di figli di età compresa tra dodici e sedici anni. Il congedo straordinario (retribuito dall’INPS) spetta, senza alcun limite di età, ai genitori di figli affetti da handicap grave e iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale. È opportuno aggiungere che i trenta giorni sono complessivi per entrambi i genitori. Di conseguenza se il genitore A gode di venticinque giorni di congedo al genitore B ne restano cinque. 

Il periodo di assenza è riconosciuto eccezionalmente per il periodo compreso tra il 5 marzo e il 31 Agosto 2020 al fine di venire incontro alle esigenze dei lavoratori durante le settimane di chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, deciso dal governo a seguito dell’emergenza COVID-19.

Il congedo parentale straordinario si differenzia dai normali trattamenti previsti dalla normativa a sostegno di lavoratrici o lavoratori in maternità, riconosciuti con lo scopo di conciliare le esigenze lavorative con la cura e la custodia dei figli nei primi anni di vita, ovvero: 

  • Maternità obbligatoria;
  • Congedo parentale;
  • Congedo obbligatorio e facoltativo per il padre lavoratore;
  • Permessi per allattamento. 

In particolare, il congedo parentale straordinario si differenzia da quello ordinario sia per la durata dell’astensione (trenta giorni per il congedo COVID-19, undici mesi per il congedo ordinario) che per il trattamento economico spettante (retribuzione a carico dell’INPS pari al 50% della paga normale per il congedo parentale straordinario contro il 30% di quello ordinario, se trattasi di lavoratori dipendenti privati).

Come funziona il congedo parentale straordinario

Il congedo parentale straordinario è un periodo di trenta giorni, continuativi o frazionati, in cui il soggetto può assentarsi dal lavoro. Gli effetti sulla busta paga cambiano a seconda del richiedente. 

I lavoratori dipendenti del settore privato genitori di figli di età non superiore a dodici anni (senza limiti di età invece i figli con handicap grave) possono assentarsi dal lavoro ed essere comunque retribuiti da parte dell’INPS; il datore di lavoro anticipa in busta paga per conto dell’INPS la retribuzione prevista per i giorni di assenza per congedo straordinario: sarà poi l’azienda a recuperare dall’INPS quanto anticipato. 

Tuttavia, il compenso per i giorni di assenza non è pari alla normale retribuzione ma al 50% della stessa, calcolato prendendo a riferimento la paga del mese precedente a quello in cui si fruisce del congedo. In particolare è necessario individuare la retribuzione lorda mensile (quindi l’importo della paga senza le trattenute per contributi INPS e tasse) indicata in un apposito riquadro del cedolino in alto a destra, di norma identificato con “retribuzione mensile” o “retribuzione lorda mensile”. 

Congedo parentale straordinario retribuzione - Tata


Chi può chiedere il congedo parentale straordinario

Possono chiedere il congedo straordinario: 

  • Dipendenti di imprese private;
  • Dipendenti pubblici;
  • Soggetti iscritti in via esclusiva alla Gestione separata INPS;
  • Lavoratori autonomi iscritti all’INPS. 

Le principali differenze tra i diversi destinatari riguardano: 

  • Tipologia di congedo;
  • Ammontare dell’indennità; 
  • Procedura di richiesta. 

In particolare, i lavoratori dipendenti del settore privato si differenziano dalle altre categorie in quanto gli spetta: 

  • Un congedo retribuito dall’INPS per chi ha figli fino a dodici anni di età;
  • Un congedo non retribuito per chi ha figli di età compresa tra dodici e sedici anni. 

Per quanto riguarda invece i dipendenti pubblici, questi sono l’unica categoria che deve presentare la domanda di congedo non all’INPS bensì all’amministrazione di appartenenza.

 

Come effettuare domanda per il congedo parentale straordinario

Eccezion fatta per i dipendenti pubblici, gli altri soggetti destinatari del congedo sono tenuti a presentare domanda all’INPS prima di assentarsi dal lavoro. 

In realtà, non devono presentare domanda all’INPS i lavoratori dipendenti privati che fruiscono del congedo non retribuito perché genitori di figli tra i dodici e i sedici anni. Per questi è sufficiente inoltrare richiesta al datore di lavoro. I dipendenti genitori di figli fino a dodici anni di età devono invece presentare domanda all’INPS e al datore di lavoro. 

Per inoltrare domanda all’Istituto è sufficiente collegarsi al portale telematico www.inps.it – sezione “Prestazioni e servizi” – “Maternità e congedo parentale lavoratori dipendenti, autonomi, gestione separata”. 

Congedo Parentale Straordinario INPS - Tata

 L’accesso è consentito agli utenti muniti, in alternativa, di credenziali: 

  • PIN; 
  • SPID;
  • CIE; 
  • CNS. 

Coloro che sono in possesso di una delle credenziali citate possono anche inoltrare richiesta di congedo chiamando il contact center INPS ai numeri 803 164 (da rete fissa) e 06 164 164 (da rete mobile). Per chi è privo delle utenze di accesso la domanda può essere inoltrata all’Istituto rivolgendosi a patronati e intermediari abilitati. 

Se si opera sul portale INPS in autonomia, una volta effettuato l’accesso si dovrà selezionare nel menù a sinistra “acquisizione domanda” e successivamente “congedo parentale”. Immediatamente si aprono tre opzioni a seconda della categoria di appartenenza: 

  • Dipendenti;
  • Autonomi;
  • Gestione separata. 

Cliccando su una delle tre scelte si apre la domanda di congedo.

Dopo aver verificato e inserito i propri dati anagrafici e di contatto (cellulare / telefono e indirizzo mail) si dovranno indicare i riferimenti dell’altro genitore e, in caso di lavorare dipendente, la matricola INPS dell’azienda presso cui quest’ultimo lavora. 

Il passaggio successivo è quello di selezionare l’opzione “Richiesta per congedo COVID-19” ed eventualmente rispondere “si” alla domanda sull’esistenza di un figlio portatore di handicap grave per cui si chiede la prestazione senza limiti di età.

Successivamente il portale chiede il periodo di fruizione del congedo e i dati del minore. 

Una volta completata la domanda l’INPS comunicherà al richiedente l’esito dell’istruttoria attraverso i mezzi di comunicazione indicati in sede di richiesta (cellulare ed indirizzo mail). 

Per quanto riguarda invece la richiesta al datore di lavoro si applica la normativa sul congedo parentale ordinario la quale prevede un preavviso di almeno cinque giorni, eccezion fatta per i casi di oggettiva impossibilità nel rispettarlo. Tuttavia, è bene informarsi e leggere cosa prevede il contratto collettivo applicato, dal momento che quest’ultimo può disporre un termine di preavviso superiore ai cinque giorni. Per capire quale contratto collettivo regola il proprio rapporto di lavoro si può consultare il contratto di assunzione o il cedolino paga dove, di norma, l’informazione è collocata nella parte alta del documento.

 

Congedo parentale straordinario: retribuzione

Il calcolo dell’indennità a carico INPS avviene con modalità differenti a seconda che riguardino lavoratori dipendenti privati, autonomi o collaboratori iscritti alla Gestione separata.

Ipotizziamo il caso di un dipendente che usufruisce del congedo nel mese di aprile 2020. La retribuzione lorda mensile del mese precedente (marzo 2020) è pari ad euro 1.850,00. A questo punto si dovrà dividere 1.850 euro per 26 o 30 a seconda che si tratti di operaio o impiegato / quadro. 

Assumiamo che sia operaio: 

1.850 / 26 = 71,15. 

Il valore che abbiamo ottenuto è la “retribuzione media giornaliera”. Dal momento che l’INPS si fa carico dei giorni di assenza in misura pari al 50% della retribuzione media giornaliera si dovrà operare il seguente calcolo: 

71,15 * 50% = 35,58

Quello ottenuto è l’ammontare della retribuzione che spetta al dipendente per un giorno di assenza. 

Il soggetto in questione ad aprile si è assentato per cinque giorni, di conseguenza gli spetterà un’indennità pari a 35,58 (valore giornaliero) * 5 = 177,90 euro.

È opportuno ricordare che nel caso di dipendente genitore di figlio di età compresa tra i dodici e i sedici anni di età i giorni di congedo non sono retribuiti. Di conseguenza, l’interessato ha diritto ad assentarsi dal lavoro (previa comunicazione al datore di lavoro) ma senza ricevere alcun compenso sia dall’INPS che dall’azienda. Di norma, l’indennità viene anticipata in busta paga dal datore di lavoro per conto dell’Istituto, eccezion fatta per i casi di pagamento diretto da parte dell’INPS, che riguardano, tra gli altri, gli operai agricoli o i dipendenti di aziende in fallimento, concordato preventivo o altre procedure concorsuali. Nei casi di pagamento diretto è l’Istituto ad accreditare al lavoratore l’importo dell’indennità, senza alcun coinvolgimento dell’azienda. 

 

Congedo parentale straordinario per lavoratori autonomi

Per quanto riguarda i lavoratori autonomi e i collaboratori iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, questi hanno diritto ad un’indennità di importo differente rispetto a dipendenti pubblici e privati. Nello specifico, il trattamento è pari al 50% di un 1/365º della retribuzione presa a riferimento per il calcolo dell’indennità di maternità, pari a quanto percepito dall’interessato nei dodici mesi precedenti l’inizio del congedo. Cerchiamo di comprendere meglio con un esempio. 

Una collaboratrice si assenta in congedo straordinario dal 1 giugno 2020. Questa ha percepito nel periodo 1 giugno 2019 – 31 maggio 2020 compensi pari a 15.000 euro. Su questa somma sono stati calcolati i contributi a carico della collaboratrice e quelli a carico del committente. A questo punto, i 15.000 dovranno essere divisi per 365, dando come risultato 41,10 euro. Ultimi passaggio è calcolare il 50% di 41,10 euro (20,55 euro) e si ottiene l’importo giornaliero dell’indennità per il periodo di congedo straordinario. Ciò significa che se la collaboratrice si è assentata per otto giorni avrà diritto ad un’indennità INPS pari a 20,55 * 8 = 164,40 euro.

 

Congedo parentale straordinario: calcolo giorni

Pur in assenza di chiarimenti nelle circolari o messaggi INPS, lo stesso Istituto ha confermato tramite la pagina Facebook “INPS per la Famiglia” che il conteggio dei giorni di congedo straordinario avviene con le stesse modalità previste per quello ordinario. Per calcolare i giorni di congedo goduti si applicano quindi le stesse regole previste per la maternità facoltativa (o congedo parentale); in particolare, se il dipendente si assenta in congedo parentale straordinario per due settimane continuative (senza alcuna ripresa del lavoro) il sabato e la domenica tra la prima e la seconda settimana si considerano ai fini del limite delle trenta giornate. 

Prendiamo il caso di Caio che si assenta dal lavoro dal giorno lunedì 8 giugno 2020 al giorno mercoledì 17 giugno 2020; il suo orario di lavoro prevede cinque giornate lavorative dal lunedì al venerdì. Nei confronti di Caio i giorni di congedo goduti saranno: 

  • Settimana 8 giugno / 14 giugno, sette giorni; 
  • Settimana 15 giugno / 17 giugno, tre giorni. 

Di conseguenza, si considerano nel calcolo dei giorni di congedo anche sabato 13 e domenica 14 giugno 2020, per un totale di dieci giornate. Discorso diverso se Caio fosse tornato al lavoro lunedì 15 giugno. In questo caso, verificandosi una ripresa effettiva del lavoro non si conteggiano come congedo straordinario le giornate sabato 13 e domenica 14 giugno. 

Sono indennizzabili dall’INPS tutte le giornate di assenza ad eccezione di: 

  • Domeniche e giorni festivi se trattasi di operai; 
  • Festività cadenti di domenica per gli impiegati. 

Discorso diverso per i periodi “frazionati” quelli in cui si alternano giorni di congedo e di lavoro. In questi casi si considerano sabati, domeniche e festivi solo se non c’è una ripresa effettiva del lavoro. Questo significa che:

  • Settimana 1, congedo COVID-19 dal lunedì al venerdì;
  • Settimana 2, lunedì assente in congedo e martedì presente al lavoro. 

Il sabato e la domenica tra settimana 1 e 2 sono indennizzati e si considerano nel conteggio delle trenta giornate. 

Altro esempio: 

  • Settimana 1, congedo COVID-19 dal lunedì al venerdì; 
  • Settimana 2, dal lunedì al mercoledì il dipendente è stato assente in ferie / malattia. 

Il sabato e la domenica tra settimana 1 e 2 sono indennizzati e computati ai fini del limite delle trenta giornate. 

Vediamo quest’altra ipotesi:  

  • Settimana 1, congedo COVID-19;
  • Settimana 2, assente in ferie / malattia o altro evento;
  • Settimana 3, assente in ferie / malattia o altro evento;
  • Settimana 4, congedo COVID-19. 

Si considerano ai fini del limite delle trenta giornate e sono indennizzabili i sabati e le domeniche tra:  

  • Settimana 1 e settimana 2; 
  • Settimana 3 e settimana 4. 

Il motivo? Per regola generale se i giorni di congedo sono frazionati perché inframmezzati da ferie, permessi, malattia o altro tipo di astensione dal lavoro i sabati, le domeniche e i festivi cadenti nel periodo di assenza non sono indennizzabili né computabili ai fini dei limiti di legge. 

L’INPS ha precisato nella circolare n. 45/2020 che: 

  • I giorni di congedo COVID-19 non sono frazionabili ad ore, ma fruibili solo a giornate intere; 
  • I giorni di assenza COVID-19 non vengono considerati nel conteggio del limite massimo per il ricorso al congedo parentale ordinario;
  • Possono accedere al congedo straordinario anche coloro che hanno già esaurito i periodi di maternità facoltativa. 

Infine preme specificare che si considera: 

  • Periodo continuativo, un arco di tempo in cui il dipendente si assenta ininterrottamente dal lavoro fino a raggiungere il limite massimo di trenta giornate;
  • Periodo frazionato, dove a giorni di congedo se ne alternano altri di lavoro o assenza ad altro titolo (malattia, infortunio, ferie, permessi solo per citare alcuni esempi). 

Preme infine precisare che la prima formulazione del congedo straordinario ad opera del Decreto “Cura Italia” prevedeva quindici giornate complessive di assenza, elevate poi alle trenta attuali dal Decreto “Rilancio”. I dipendenti che in virtù del “Cura Italia” hanno usufruito di tutte e quindici le giornate possono ora inoltrare all’INPS la richiesta per ottenere altre quindici giornate fino a raggiungere il limite complessivo di trenta. 

Cosa accade invece a coloro che già avevano presentato all’INPS domanda per il congedo parentale “ordinario”? Come chiarisce la circolare n. 45 del 25 marzo 2020, i giorni di astensione facoltativa goduti nel periodo di chiusura delle scuole vengono considerati d’ufficio come congedo straordinario COVID-19 e l’interessato non deve ripresentare una nuova richiesta. Il lasso temporale interessato è quello decorrente dal 5 marzo fino al 31 Agosto 2020. 

Potranno altresì accedere al congedo COVID-19 i genitori che abbiano già esaurito i giorni di maternità facoltativa. Ricordiamo infine che le trenta giornate di assenza straordinaria dovranno necessariamente interessare il periodo 5 marzo – 31 Agosto 2020.


Compatibilità e incompatibilità con il congedo parentale straordinario

Non possono richiedere il congedo parentale straordinario coloro che: 

  • Fruiscono del bonus baby sitter;
  • Se il beneficiario del congedo o altro componente il nucleo familiare è destinatario di ammortizzatori sociali (ad esempio Cassa integrazione) o altri strumenti di sostegno al reddito previsti in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa;
  • Hanno l’altro genitore disoccupato o non lavoratore. 

Rispetto alla regola generale sulla compatibilità con il bonus baby sitter, l’INPS ha recentemente “corretto il tiro” consentendo di chiedere metà congedo (quindici giorni) e in un secondo tempo metà bonus. Possibilità quest’ultima non concessa a chi fa richiesta di congedo per più di quindici giorni. 

Come comportarsi nel caso in cui il genitore non sia più in Cassa integrazione? Applicando anche ai congedi quanto l’INPS ha affermato rispetto al bonus baby sitter (pagina 4 della circolare n. 73/2020) non è consentito fruire del congedo nelle stesse giornate in cui si è in CIG. 

Sempre sul rapporto tra Cassa Integrazione e congedo parentale straordinario l’INPS ha affermato che l’incompatibilità tra i due eventi c’è solo con riferimento alla CIG a zero ore, quella cioè in cui il dipendente non presta nemmeno un’ora di lavoro nella settimana o nel mese interessato. È invece possibile chiedere il congedo mentre si è in Cassa ad orario ridotto, quando cioè si alternano giorni di ammortizzatore a periodi lavorati. Per capire meglio: 

  • Lunedì, CIG;
  • Martedì, congedo COVID-19;
  • Mercoledì, CIG; 
  • Giovedì, lavoro;
  • Venerdì, congedo COVID-19. 
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